A diverse persone sarà capitato di incontrare un corridore biancoceleste , sotto il sole cocente di agosto camminare, mentre gli faceva eco il classico calpestio delle tacchete delle scarpe da bici, lungo la piazza centrale o sul sagrato, appostarsi cercando la visuale migliore per “scattare” una foto
Dopo aver pedalato in lungo ed in largo l’Europa (parte dell’Asia e dell’Africa) , e a maggio aver percorso il Giro d’Italia del centenario (5.000km) Bonfanti Alviero Alfiero Oliviero, approfittando della chiusura della sua azienda Preserin, dove lavora come infermiere professionale, nel campo della medicina del lavoro, ha voluto “toccare” in bici, tutti i paesi della Bergamasca. Un itinerario che desiderava fare da anni ed in altro periodo, ma essendo per l’appunto, spesso impegnato in altri viaggi all’estero, non ha mai potuto realizzare prima.
Mi ritengo un antropologo viaggiante e mi piace confondermi tra la gente dice il Bonfanti che afferma …
sono rimasto letteralmente colpito e sorpreso dall’ospitalità e dall’accoglienza della gente bergamasca nota spesso solo per la sua laboriosità Tutt’altro che taciturna cordiale e disponibile a raccontarsi e mettersi in sito (
www.bonfantioliviero.com) o meglio in sintonia
Una esperienza ricca e straordinaria che sinceramente mi mancava
Dalla bassa più bassa Arzago Fara Barbata ai laghi di Endine Cassiglio Iseo Carona , dai colli di Opreno S Fermo Maresana Gallo ecc..ai diversi passi : S. Marco Vivione Valcava che non hanno nulla da invidiare a quelli più titolati Alpini, sia come pendenza che come veduta; come sfondo tutte le sue molteplici Valli coni suoi più o meno ampi fiumi
Ho iniziato il viaggio con il colore giallo predominante, dato dal primo raccolto del trinciato per il bestiame, passando poi al blu azzurro dei laghi ( mirabile la vista da Parzanica e Bossico) al verde intenso delle pinete della Valle di Scalve o dell’Avaro; altrettanto incantevoli il colore dei boschi di faggio carpino e castagno di Valle alta o dell’Albenza con i primi ricci sulle strade. Oltre la vista, sono rimasto colpito in ogni altro senso; dal profumo intenso del fieno appena tagliato, al gracchiare solitario di qualche poiana apostata, o al raglio lontano di qualche somaro ( che mi ricordava la parentela) al suono delle campane che magari mi avvertivano del tempo fugace o semplicemente del mezzogiorno,dato dal rumore delle posate echeggianti dalle finestre aperte sulla strada.
Ho percorso 2600 km in 15 giorni dal Ferragosto al fine agosto più altri 4 giorni (due fine settimana) visitando tutti i 244 Comuni, e più di 2500 frazioni con le loro rispettive Chiese. Dunque mettendole in fila indiana risulterebbe una Chiesa al km. Questo dato dimostra come sia radicato il nostro il sentimento religioso, il bisogno di un luogo non solo per il Culto religioso ma anche per la gioia dell’incontro e della Festa che rompe la fatica del lavoro quotidiano
Tengo a precisare che il mio itinerario, comunque non è stata una forma di pellegrinaggio, preferisco ritenermi un dubitante convinto che un arrogante credente, e proprio a questo proposito per l’occasione vorrei scrivere il mio prossimo libro
Ho voluto semplicemente tenere come riferimento la Chiesa, perché solitamente è l’edificio che a livello architettonico è il più interessante e sovente il più bello da vedere in un paese; intendere inoltre con il termine Chiesa, nel senso di Comunità di Persone , a volte anche in riferimento a gruppi anche non cristiani,dunque non solo come luogo di
culto, ma soprattutto di incontro ed integrazione
La diversa collocazione delle chiese visitate, sovente dipende da eventi strettamente legati alla storia del paese, oppure dalle condizioni naturali (vicinanza di fonti d'acqua, dalla piazza centrale ecc..) o dalla presenza di precedenti strutture sacre pagane (fuochi sacri, are sacrificali, templi); il loro orientamento non è rigidamente determinato, anche se la tendenza generalizzata è quella di costruire l'edificio con l'asse principale lungo la direttrice est-ovest. con l’abside verso Gerusalemme, dove sorge il sole
Chiese di varia dimensioni, con l’impianto strutturale e decorazione architettonica in relazione al ruolo che viene loro riconosciuto presumo dalla circoscrizione ecclesiastica, e ovviamente con gli stili artistici imperanti nel periodo. Ho visitato chiese delle sedi vescovili, come quelle di Clusone Gandino Alzano ecc.. vere cattedrali, maestose imponenti, arricchite da splendidi apparati decorativi e articolate internamente in spazi destinati a diverse pratiche e momenti liturgici; ma poiché per alcune confessioni il culto si svolge con una sobria cerimonia, per altre secondo un rituale elaborato, le chiese rispecchiano queste differenze in una vasta tipologia di strutture e arredi: l'edificio sacro dunque può essere ad esempio abbellito da statue e dipinti, oppure presentarsi completamente spoglio, ma con altrettanta importanza e significato Come per esempio la chiesa dell’Abazia di Fontanella (straordinaria la sonorità ) o la chiesa romancia di S. Fermo a Grignano o in particolare quella dedicata alla Madonna dell’olmo a Zingonia con la prerogativa di essere forse l’unica “cellula sana” rimasta tra fabbriche fumanti, trasgressione sporcizia di ogni sorta
In comune a tutte le chiese è tuttavia il simbolismo espresso anche solo attraverso lo schema planimetrico. La funzione primaria della chiesa è comunque non è solo estetica ma quella di ospitare la comunità dei fedeli per consentirle di partecipare insieme alla celebrazione di un rito
Credetemi è molto diverso passare in questi luoghi in modo lento e continuativo, ti fa scoprire risorse altrimenti inaccessibili. Come per esempio scoprire oltre ai luoghi ameni, fuori dall’itinerario comune delle maggiori vie di comunicazione, come la costituzione del territorio modifichi e condizioni il carattere stesso della gente; rivelare per esempio come gli stessi dialetti siano differenti nella stesso Comune tra frazioni a pochi km di distanza .
Dal fascino delle cascine della Bassa, con il loro insieme di fossi veri capillari, raggiungibili ancora oggi solo tramite uno sterrato, si passa in breve tragitto ai primi rilievi e luoghi abitati in vicinanze di un fiume o di un lago. Un territorio quello bergamasco, molto variegato, caratterizzato soprattutto dalle tante Valli, ognuna con una loro particolare ed originale statuto governo storia cultura , e carattere e questo “ereditato” in particolare prima dell'avvento di Venezia (circa 1332-1427)
L'origine dello speciale trattamento per le valli esenti si fa risalire [BELOTTI, 1989, III, passim] al fatto che durante le guerre di fazione questi territori si erano popolati di esuli e profughi dalla città Bergamo, i quali covavano sentimenti di ostilità e rivalsa nei confronti della città, sentimenti che i valligiani, per naturale solidarietà, avevano fatto propri. (da qui anche le leggende per esempio del Paci paciana padù della Val Brembana. Nell'impossibilità di trovare soluzioni di forza ad una situazione di fatto che creava problemi di ordine pubblico, si pensò di dare ad essa un qualche assetto giuridico, secondando i sentimenti separatisti delle valli e costituendole in territori esenti. Così, in cambio di una dipendenza dal capoluogo che era limitata al pagamento di tributi e dazi, le valli conservarono il carattere di unità amministrative indipendenti rette da un vicario di designazione signorile, pagato dalle medesime valli, le quali eleggevano propri consoli e consigli di anziani. Risalgono a questo periodo i cosiddetti pacta vallium, una collezione di capitoli, accordi, suppliche e lettere tra il 1365 ed il 1379 [MAINONI P., BUZZETTI F., SOGLIAN P.M., 1992]. Essa mette in evidenza contrasti di natura fiscale tra alcune valli e la città e contiene informazioni preziose, anche per le questioni istituzionali. Pare infatti che esistesse all'inizio un privilegio (non noto) riferito all'intero distretto delle valli bergamasche, il quale garantiva una forma di separazione giurisdizionale collettiva e consentiva loro di affrontare congiuntamente il contenzioso con la città.
La nascita delle congregazioni vere e proprie confraternite di lavoratori che emigravano in cerca di lavoro, come per esempio gli Zanni a Venezia , dove incisero profondamente nel folclore e nella cultura locale come nel caso specifico nel dar risalto alla maschera di Arlecchino
La disputa tra Bergamo e Venezia della maschera penso sia sterile ed inutile, infatti sono convinto che Arlecchino con la sua allegria, gioia di vivere, con i suoi vari colori (rappresenta la multiculturalità del genere umano) sia un bene, un patrimonio non di una particolare Comunità ma della società intera
La discussione c’è in ogni sorta di commercio e relazione umana, serve il buon senso per risolvere Nella città di Bergamo per esempio c’è una bella statua di Arlecchino che al contrario della volontà dell’artista e del committente ora è stata rinchiusa nel giardino della sede della Provincia . Spero che in qualche modo la mia stessa pedalata, possa contribuire anche se in minima parte a fare in modo che la statua di Arlecchino venga “liberata” e venga posizionata non tanto in luogo privato riservato a pochi adepti, ma al contrario venga posizionata in un posto più accessibile a tutti. Un po’ come le belle chiese, sterili se non portassero il messaggio e non solo simbolico ricevuto durante la liturgia
La chiesa migliore visitata? Senza dubbio la chiesa del mio paese (Petosino) dedicata alla Madonna del Buon Consiglio mentre quella nuova ipogea è dedicata al Pane Vivo, eretta in memoria al furto sacrilego delle Ostie negli anni 60’ . Migliori non tanto per gli edifici in se ma perché mi ritrovo appieno in questa Chiesa a volte tribolata dolente e sconsolata quasi in una valle di lacrime ,ma poi basta il pretesto della Festa Patronale per risorgere, rimboccarsi le maniche e rimettersi con-giunti in cammino
In verità a tale domanda, rispondo ricordando una Commemorazione del 1° maggio sul Monte Canto Alto, organizzata dal Gruppo Alpini di Sorisole, e celebrata dal Vescovo Ausiliario Monsignor Belotti, il quale nel momento della omelia, indicando con le mani aperte il cielo sovrastante diceva … siamo qui riuniti oggi a celebrare, nella cattedrale senza ombra di dubbio più bella e meravigliosa del Creato …come dargli torto .