Gerusalemme

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Bozza articolo per il giornale L’Eco di Bergamo.

 Tramite il giornalista Aresi  dopo diversi giorni di attesa, ho sostenuto il giorno 27/06/06, l’intervista con la gentile  Signora  Sallese. Invitato a scriverne una bozza, ho dato loro comunque la massima  disponibilità nel cambiare il  testo se lo riterranno opportuno. Dopo tanta fatica, chiedo solo che dall’articolo venga rilevato  la dedica ai figli

 ..mi hanno garantito che a  breve l’articolo verrà pubblicato  …pazientemente aspetto 

PEDALATA CON DEDICA

INFERMIERE DI PETOSINO RAGGIUNGE L’EGITTO IN BICICLETTA

In sella ad una Bianchi treking ha attraversato  ben 11 nazioni percorrendo in 33 giorni più di 4.400 km . dice …

Con l’aiuto del buon Dio tanta pazienza e un buon ..sedere…ho raggiunto prima Gerusalemme (27 giorni) poi.. per andare… oltre…sempre in bici, con altri 3 giorni  sono arrivato fino a Taba sul Mar Rosso in Egitto. Ho pedalato e "toccato" così, e non solo simbolicamente i 3 Continenti dedicandone uno per figlio. L’Europa per la bella Daniela, per il riflessivo Giorgio l’Asia, e l’Africa per il saggio Alessandro mentre Gerusalemme la città Universale la voglio dedicare ad Evance il bambino del Malawi, che (tramite  i Monfortani) da alcuni anni ho adottato a distanza

Perché il Viaggio ?

Una Sfida : volevo  verificare se era vero che con determinazione i sogni anche quelli più assurdi  si possono realizzare ??? Senza dimenticare come dice lo scrittore A.Fiorin(Ponti di Pace) …

..dietro a chi parte seguendo un sogno, c’è sempre chi resta ad affrontare la dura realtà

 E’ così che senza allenamento dopo 3 anni di intenso studio, da poco ho conseguito la  Laurea in Scienze dell’educazione  (marzo 06  …con i miei limiti questa si che è stata una vera impresa) per sgranchirmi un poco le gambe, ho voluto mettermi a pedalare 

In queste occasioni solitamente si dice : volevo fare un viaggio per ritrovarmi con me stesso, al contrario, io ho voluto invece uscire un po’ dal mio io ,dalle mie certezze, andare incontro all’Altro, aprirmi mettermi in discussione e in relazione con le …diversità   che proprio per questo, inducono a sentirsi a casa, in qualsiasi parte ci si trovi nel mondo. Scoprire così che in ogni viaggio,  si è sempre comunque diretti verso casa.. anche se poi quella ri-trovata è una dimora diversa. Scoprire in questo modo anche la precarietà delle cose, la caducità dell’individuale, che disgrega la propria identità e unità per divenire un Altro che va  ..oltre l’uomo… oltre appunto lo stesso  viaggio

Questo viaggio, questo  sogno, ha avuto come riferimento Gerusalemme, città dal grande potere simbolico ed evocativo. Luogo sacro delle religioni monoteiste, antico crocevia di culture diverse, che hanno consentito un arricchimento intellettuale e spirituale  per  l’intera umanità.

Raggiungere Gerusalemme in bicicletta, con il mezzo di trasporto più ecologico e nel contempo più “lento”, mi ha consentito inoltre  di stabilire un rapporto particolare ed  intenso con le persone in-crociate 

Senza dimenticare il terribile conflitto che divide  queste terre,sempre in precario equilibrio tra pace e guerra. Per questo motivo,  oltre la bandiera Italiana “inalberavo” sul mio portapacchi, la bandiera locale, in segno di  rispetto. Ho voluto portare in questo modo, molto modestamente ed umilmente,  un attimo  di spensieratezza, un personale piccolo e simbolico messaggio di pace 

Ho percorso circa 150km al giorno, le maggiori difficoltà, oltre il calcolato pericolo del traffico,  sono state quelle che meno mi aspettavo e cioè : le disastrate strade e il forte vento quasi sempre contrario al mio senso di marcia .

Anche se il problema maggiore, era legato alla lingua non conoscendo, se non per sommi capi,  le lingua inglese.

Il mio parlato era una specie di esperanto, dimostrando concretamente  come con determinazione, fiducia e gentilezza si possano abbattere qualsiasi .. barriera.. qualsiasi… confine

La mia buona educazione dissolveva ogni divisione. La prima parola che imparavo era grazie (hauala tessikur sciucran tanke you ) oltre il  saluto locale.

Solo che dopo pochi giorni sconfinavo e il poco appreso andava cambiato e così valeva per la valuta

Piacevole era l’entusiasmo che la gente ( specie i contadini) mi rivolgeva vedendomi passare (dal loro tifo, sembrava veramente passasse il Giro d’Italia), spesso pedalavo con una sola mano per rispondere ai loro saluti

Quando passavo accanato alla scuole, o fingevo di non vedere  e  tiravo dritto, o al contrario se mi fermavo venivo “sepolto” da miriadi di braccia, che volevano stringermi la mano o semplicemente toccare la mia  bici  (vera protagonista)


Confesso che spesso ero io a sbigottire la gente locale,nel vedermi solo in bici, specie nei paesi arabi, sempre comunque molto ospitali. Gli unici poco ospitali invece sono stati gli Israeliani. Dispiace vedere tale comportamento, da un popolo che adoro e ammiro  non fosse altro per quello che hanno passato..in passato . Coinvolgente per esempio  la visita al museo dell’olocausto di Yad Vashem . Come interessante  è stata la visita al Santo Sepolcro dove si respira  storia e cultura senza i fasti vaticani

Un viaggio indimenticabile,tante avventure, tante emozioni, una su tutte : l’invito a pranzo del Priore  del Sacro Sepolcro a Gerusalemme: Padre Pizzaballa, tra l’altro nostro concittadino; a Lui ho consegnato i gagliardetti di Sorisole il mio comune, del mio Coro e del Principato di Petosino

In questo viaggio ho imparato ad usare il condizionale  es domani dovrei essere a… Tu stai bene ma basta una guasto meccanico una foratura , un niente per stravolgere  ogni programma.

Tanta fatica ma pure gioia e letizia, ho avvertito cosa significhi il possesso del presente, della propria vita, la capacità di vivere l’attimo. Ogni attimo e non solo quelli eccezionali, senza sacrificarlo al futuro in progetti o programmi, portando sul portapacchi tutto il mio avere, “ben” 15 kg  di peso, quasi tutto il necessario per la scorta e gli attrezzi  della bici

Dal caotico inquinante traffico delle grandi città, alla silente solitudine della campagna o del deserto In queste situazioni spesso cantavo a squarciagola, magari anche solo per farmi compagnia; con la forza del pensiero  in verità non mi sono mai sentito solo..con me c’erano sempre i miei cari defunti

Ho vissuto sensazioni uniche e particolari, come per esempio la difficoltà e la paura nel viaggiare su di un bus dopo più di 30 giorni, e averne paura, nel muoversi alla velocità di soli 70 km orari

Oppure la difficoltà nel  percepire il colore verde dei boschi e il  blu intesso del cielo una volta rientrato in Italia, evidentemente abituato al giallo e grigiore del deserto

Anche per questo ringrazio dio  per avermi fatto nascere in una terra tanto bella.

Lo ringrazio pure per avermi fatto cristiano.

Il mio dio non è certo prepotente o arrogante o invadente di chiamarmi ogni giorno alle 4 del mattino (e noi ci lamentiamo delle campane delle 7); al contrario al massimo reclama  spirito di servizio

Per concludere ringrazio il mio Parroco don Angelo ( in questo anno festeggia il 40° di sacerdozio) per la benedizione impartitami alla partenza.Nicola Bombardieri  e Silvia Pellegrini del Principato di Petosino. I ciclisti : Stefano ed Ubaldo Bombardieri, Vanna e Renato Noris,Maffioletti e moglie Carla per le preziose indicazioni e consigli tecnici, non ultimo un particolare grazie  per  il sostegno logistico a Giorgio e Silvio  foto Zimbelli

Chi volesse vedere le foto del mio viaggio le può trovare sul sito www.bonfantioliviero.com

Un frate di Gerusalemme  nell’incantevole refettorio, durante il pranzo, mi ha chiesto:

La tua Prossima impresa ?

Ho risposto :

Arrivare  almeno fino a domani con la stessa serenità e gioia che ho nel cuore in questo momento