viaggio a Marrakech

 

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Ho allegoto  sul fronte-retro l’articolo del mio viaggio, e qui sotto la bozza   da cui è stato tratto

Ho fatto più fatica nel far pubblicare un articolo del mio viaggio, sul giornale locale, che …pedalare per oltre 4.500 km

Incredibile ed inspiegabile l’ostruzionismo di Paolo Aresi. Già l’anno scorso il giornalista si oppose all’articolo del mio viaggio fatto sempre in bici a Gerusalemme e Mar Rosso. Dopo l’intervista (con la valente Sallese) e 2 mesi di attesa, Aresi mi disse  che l’articolo Non era gradito alla cupola (parole sue) Solo dopo aver conosciuto Vallesini venne pubblicato e così anche quest’anno la storia si è ripetuta

Non penso ci sia niente di male, nemmeno l’ombra di megalomania nel cercare un poco di spazio, per evidenziare un viaggio così avvincente; perfino ho rifiutato un intervista per il maggior quotidiano nazionale, ma non vedo perché debba rinunciare a un poco di considerazione nel mio locale

Dopo 2 mesi di attesa, il quasi sempre irreperibile Aresi, mi fece chiamare dalla sua collega Sberletti che mi disse, che siccome l’articolo del viaggio era già stato fatto l’anno scorso (?) sarebbe stata una ripetizione e perciò  mi avrebbero concesso un trafiletto di sole 5 righe.

Decisi così di richiamare Vallesini (che gentilmente ringrazio)

Nonostante avessi diversi giornalisti disponibili a scrivere il pezzo, (sapendo dello spazio disponibile  io stesso lo avrei sistemato al meglio), Aresi mi confermava che lo avrebbe “steso lui,l’articolo, tra l’altro poi senza  firmarlo, e senza nemmeno una data di riferimento. Penso sia palese il contrasto con la bozza...è stato pure  inutile  fare almeno risaltare, che il mio pedalare è stata un specie di pellegrinaggio più che per chiedere per… ringraziare. Di Pellegrini invece c’è il Direttore della Cronaca (ex mio compagno nella maturità serale) che mi diceva che loro non potevano mettermi l’articolo perché sono troppo conosciuto per l’indaginosa  separazione e il cospicuo risarcimento dall’Ospedale… cosa centra tutto questo.. con il mio pedalare e il tanto faticare x smuovere pregiudizi ???  Per fortuna il nostro amato l’Eco di Bergamo si avvale anche di persone serie  e non solo di Gioppini che col tempo… piano… piano pure si “Smascherano” …Ah… dimenticavo appena tornato, iscritto alla Gran fondo Felice Gimondi posizionato in modo più che onorevole, su ben 4200 arrivati, sulla classifica pubblicata dal giornale, l’unico a non avere un nome, ma solo un codice di riferimento indovinate chi fu??? vedere l’Eco Bg (14/05/07) è il caso di dire….quando pure il diavolo (la cupola?) ci mette lo zampino…

Prossimo viaggio ? anzi impresa ? anzi sfida???...ottenere  un articolo di Aresi .... a patto però che non sia un… necrologico

                  BOZZA :                               Una particolare Pellegrinaggio

Partenza Petosino 23 marzo - Santiago Compostela 12 aprile - Arrivo Marrakech 30 aprile

Ricordare significa selezionare, scegliere, ridare vita a ciò che è stato; la nostra memoria rielabora e trasforma continuamente i ricordi sulla base di emozioni  desideri ed aspirazioni . Ricordando e narrando dunque ci modifichiamo e cresciamo in consapevolezza.Narrando inoltre doniamo agli altri,testimoniamo per con-segnare e tramandare. Ricordare è dunque un atto sociale

Mah.. mi è difficile trovare le parole giuste per narrare i luoghi visitati, come impossibile è descrivere   per  esempio le meravigliose Cattedrali incontrate sul “Cammino”

Nemmeno la foto più significativa, può descrivere gli odori, i profumi (menta eucalipto ecc.), il canto degli uccelli,il fruscio del vento, il rumore delle onde dell’oceano o i silenzi del deserto. Impossibile dunque scegliere un luogo che più mi ha colpito, ogni luogo ha infatti una sua importanza .

Di certo mi sarà indimenticabile : Fountaine de Vaculair ( casa di Petrarca) o Finisterre ( con tutte le speranze che nei secoli e pure negli anni recenti ha significato per tanti emigranti) .Di certo una nota particolare la devo alla stupenda  Cattedrale di Burgos ( le sue guglie sembrano un ricamo) proprio sul suo Sacrato ho incontrato una bimba che con l’aiuto di sua mamma stava imparando a fare i primi passi, rideva e cadeva e rideva.. una scena che mi rimarrà scolpita. Rifletto: nel creato non c’è opera umana se pur magnifica che equipara la gioia di una madre o meglio il sorriso di un bimbo

Altro ricordo indelebile mi sarà la Messa a Sierra Leone, con canti Andalusiani  suonata con le trombe  In definitiva sono questi piccoli episodi che ti “segnano”

Un viaggio indimenticabile, già l’anno scorso ero stato sempre in bici a Gerusalemme e poi sul Mar Rosso, ma non feci così tanta fatica. Confesso che non so nemmeno io come ho fatto a fare tanto.

Il viaggio è stato più duro del previsto forse per il tempo capriccioso che ho incontrato :  freddo e perfino neve , per passare poi al caldo torrido del Marocco. Inoltre l’anno scorso non avevo mai forato,mentre in questo viaggio ho avuto diversi guasti, 5 forature 2 raggi rotti e 2 copertoni distrutti

Una capacità di adattamento non indifferente, imparando a lasciarsi andare e farsi condurre anche dalla strada, che ti porta poi in luoghi magari sconosciuti ma meravigliosi (come per es le Grotte di Medusa a Bigorre de Bignares vicino a Lourdes nemmeno segnate sulla cartina turistica.. eppure stupende)

In verità anche se mi ritengo un dubitante più che un credente, il mio è stato un pellegrinaggio ma senza chiedere assolutamente niente.. se non solo l’essere riconoscente per avermi dato la vita  l’entusiasmo e la gioia di viverla

Un lungo viaggio tutto in bici passando in mezzo ai luoghi di fede e solcati dalla storia. Il filo conduttore del viaggio sono state le Cattedrali e le Chiese Templari. L’intenzione era terminare a Malta, dove ha vissuto il Caravaggio e precisamente visitando la cattedrale di S Giovanni dove è sita l’unica opera firmata dal Pittore “maledetto”. Ma per problemi di permessi con l’Algeria ho “ripiegato” sul Marocco    Dal Turchino a XXmiglia, da Avignon a Lourdes. Dal Passo di Roncisvalle a Santiago de Compostela e proseguire poi verso l’incantevole Finisterre . Da Porto alla quiete di Fatima. Da Lisbona tramite la sperduta Sierra, fino alla bellissima Siviglia. Cadice e Gibilterra ingaggiando una dura battaglia con i suoi brevi ma duri strappi e i suoi “mulini a vento”. Per finire poi a Tangeri Rabat Casablanca e Marrakech 

4.500kmcirca 4.500.000 pedalate.Ora come direbbe Forest Camp sono un pò stanchino ma contento

Spesso stupivo i locali nel vedermi pedalare in ambienti non certo comuni alla bicicletta 

Laborioso ed impegnativo è stato l’attraversare certe città, ma ho imparato a saperle prendere dal verso giusto, tutte hanno un loro lato debole...Ho appreso  che perfino le città, come le persone, hanno un loro carattere ben definito. Per esempio Lisbona è bella ma superba…Milano invece al contrario dell’apparenza è generosa e tollerante. Bergamo? Caparbia dura chiusa (come le sue valli) ma fondamentalmente buona, buona come la sua terra, come il suo pane  come il suo anzi nostro.. Papa

Per un attimo ho perfino “accarezzato” il deserto  = sabbia e polvere = nostra vera essenza .La vita è bella come il viaggio, proprio perché ha un limite e un  FINE

Perché il viaggio?

Per promuovere l’uso in città della bicicletta mezzo più a misura d’uomo. Per togliere ad altri mezzi di trasporto.. o meglio per riprendere.. un poco di spazio nell’arredo urbano

Per dimostrare che anche noi italiani siamo gente di fatica e non solo pizza e mandolino

O forse solo perchè ho tante cose da dire e pedalando mi ispiro; per questo motivo penso di scrivere un libro a proposito del viaggio O forse solo per il piacere di pedalare, senza nessuna altro scopo se non …magari quello di ..stupire o meglio confondere quelle persone onniscienti sempre troppo sicure delle loro certezze e della logica delle cose…O magari solo per essere qui ora a parlarne con  il suo articolo. Dimostrare così che con determinazione dedizione educazione ed umiltà si “aprono molte porte” e non solo quelle della città, ma spero anche quelle del cuore di alcuni… lettori

La mia forza? La consapevolezza della mia debolezza e per questo mi comporto di conseguenza cercando di prevenire invece che curare; mi ritengo un pigro e pauroso, per questo cerco di farmi coraggio osare e tenermi in movimento.Dedico il viaggio ai miei 3 figli Daniela Alessandro Giorgio

Prossima impresa?  Imparare a godere delle cose semplici un sorriso di un bimbo, il ronzio di un ape il tuono di un temporale e chissà magari nel tempo riuscire ancora una volta a stupire o meglio  confondere le certezze degli  arroganti presuntuosi onniscienti ….

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