PROLOGO

 

 

Ci  risiamo nonostante le promesse dell’intervista (mai eseguita) dopo diversi giorni di vana attesa è comparso ieri (24/07/08) sul giornale locale L’Eco di Bergamo l’articolo del mio viaggio .

Ridicolo perfino un bambino dell’asilo avrebbe scritto meglio (leggere x credere) di Paolo Aresi che affermava  di aver fatto un buon articolo ma  era improponibile ed assurdo la mia richiesta di leggerlo prima … tanto bello che non ha avuto nemmeno il coraggio di  firmarlo

Lo stesso Aresi dapprima mi diceva che ero in una botte di ferro e che quest’anno l’articolo sul viaggio lo avrebbero pubblicato senza alcun problema , perché lo stesso capo redattore Vallesini si era interessato al mio viaggio, tanto che durante lo stesso, su sua richiesta gli mandavo sms e mail con tanto di foto x tenerlo aggiornato..poi invece negava e percepiva che avrei avuto difficoltà a farlo pubblicare, tanto che mio consigliava di rivolgermi direttamente al Corriere della Sera (assurdo e ridicolo )  

 

Il caporedattore Vellesini ( solo dopo il suo  intervento  l’anno scorso a distanza di 2mesi  venne pubblicato un  articolo sul mio viaggio in bici  a Marrkech)  sembrava un persona seria, ma purtroppo mi devo ricredere nonostante le tante promesse (l’intervista, un articolo con addirittura 2 foto ecc..) i molti bidoni,  e le tante foto speditogli, non trovava di meglio che inserire nell’articolo la  foto di Marrakech… la stessa dell’articolo dell’anno scorso (?) (vedi llegato sotto)

Allego la bozza dell‘articolo che avevo spedito a proposito per far notare quanto sia stato stravolto il mio intento    

 

Dispiace infierire così su una persona indifesa e senza possibilità di replica  …ma quello che più preoccupa è che il giornale è legato all’ambiente imprenditoriale del nostro locale immaginate Voi con questa considerazione come possa trovare un impiego e ola stessa forza di reagire alle tante gratuite batoste legali (divorzio, risarcimento dall'Ente Ospedaliero ecc..) ricevute nel recente passato

 
 
 
 
 
Sorisole-Petosino 29 - Luglio - 2008
 
                               
                                                          
 
 
 
 
 
 
 
 
 
OGGETTO :   richiesta incontro
 
 
 
Gentilissimo ………… sono Bonfanti Oliviero di Petosino, da alcuni anni compio diversi viaggi lungo l’Europa e …oltre;  Gerusalemme-Egitto (06) Cammino di Santiago-Marrakech (07)   con la mia semplice bicicletta Bianchi e la sola forza delle mie gambe…orgoglioso di portare con me oltre che la mia “dimora”, il vessillo di Bergamo. Quest’anno oltre-passando i luoghi martoriati dalla passata guerra, ho percorso ben 7.000 km, da Petosino ho raggiunto Dachau Mattausen Auschwitz Birkenau  lo Spielberg Austerlitz Nikolajeska Mosca e poi Capo Nord .
Nonostante l’enorme fatica e gli accordi presi, dopo giorni e giorni di inutile attesa per l'intervista programmata con l'eco di Bergamo, con sorpresa ho trovato pubblicato , l'articolo del mio viaggio. Oltre che a stravolgere la mia reale intenzione : dedica all’Milite Alpino ignoto “incrociato” nella sperduta steppa , a Fois ex professionista (morto da poco) e al mio "disagiato" figlio Ale, sempre troppo poco considerato.. i giornalisti Vallesini ed Aresi hanno distorto completamente  la mia bozza.. pubblicando addirittura la foto di Marrakech dell’anno scorso  ..leggere (allegati) per credere.. 
Se tanto mi da tanto …se questa è la considerazione che hanno nei miei riguardi, (persone che hanno notevoli adesioni con l'imprenditorialità locale) … senza nemmeno il minimo rispetto almeno della fatica fatta, come posso essere fiducioso nel riscatto alle tante illegalità (che Lei già in parte conosce) e miserie subite, iniziando magari col trovare un semplice impiego…?  grazie x l'attenzione saluti Oliviero
Prossima impresa :  trovare un onesto lavoro magari con qualche “spinta”   
 
 
                                                                                                                 
 
                                                                                                                        In fede
                                                                                                  Bonfanti Alviero Alfiero Oliviero
 
Allego :
 1 Introduzione.                       
 2 Tappe e Mappa.                   
 3 collage.                                 
 4 bozza articolo.                    
5 Articolo L'Eco di Bergamo
 6 Articolo Comune.               
 7 Poesia Alpino                       

Se tanto mi da tanto …se questa è la considerazione che hanno nei miei riguardi… senza nemmeno il minimo rispetto almeno della fatica fatta Oltre che a distorcere la mia bozza, stravolgendo tutto l’articolo a loro piacere Vallesini ed Aresi

..nonostante abbia consegnato loro diverse foto anche durante il viaggio x via mail , non hanno trovato di meglio che pubblicare la stessa immagine del viaggio dell’anno scorso di certo l’eco di Bergam( che critico ma apprezzo) non ne esce bene

 
 
   
Sono iscritto al gruppo Alpini di Petosino , ho spedito diverse mail durante il viaggio al Presidente Antonello Taramelli(gradite mi dice); ho portato il ns gagliardetto fino a Nikolajeska eppure nonostante ci siano stati 20 giorni di festa Alpina non è stata spesa una parola del mio viaggio (?) mi dicono x’ nel direttivo ci sono i paranti della mia ex coniuge ..cosa importa questo(?) Come posso e cosa devo fare x ottenere una semplice considerazione ?? Da anni chiedo inutilmente al Presidente della Bikers petosino Gerotti Alessandro che è pure mio parrucchiere la tessera socio ma senza motivarlo me la rifiuta (?)(?) che razza dimostro o lebbroso sono mai ???    A mia insaputa leggo un articoletto  sul giornalino del ns Comune mi fa piacere.. ma forse illeggibile x’ troppo piccolo (?) e senza il mio vero nome : Oliviero, ed inoltre pure qui condanno risalto all’originale percorso fatto in memoria dei nostri Alpini …mio vero intento
 
   

Eppure di foto ne avevano...che sia stato l'imbarazzo della scelta ...

 

 

c'era pure una poesia

 

Domanda: vale la pena fare tanta fatica per una poesia?
Solo al comando
Come Coppi anch’io pedalo solo al comando
lungo la martoriata sofferta storia….lungo percorsi che furon di guerra
Pedalando  in direzione della pura luce…dove il giorno e pure l’ombra, si fan sempre più lunghi,
piano piano penetro e mi perdo nell’immensa steppa… in una natura non rivelata…
 I miei raggi solcano ed illuminano così  “x caso”  i flutti del placido ed allor… conteso fiume,
mentre nel cielo limpido stridono  betulle.
Faccia a faccia, ospite e visitatore, mi trovo senza parole, col cuore palpitante..”conquistato”..
 
 … dal semplice legno di una croce…che lieve, lieve…mi parla…
 
…….sergent maggiur. sergent maggiur …sergent maggiur… quando ghe arriverem a Baita?....
 
come tutti anch’io Giovine Alpin desideravo il ritorno al casolare
 
ma nella totale disfatta ci dissero …ognuno sia  solo al comando..
 
Apro una porta, il nemico mi guarda, ride e mi libera 
 
felice del scampato pericolo non sento più nemmeno il morso del gelo e pronto ri-sogno casa
 
….poi un richiamo… mi volto ed un tuono.. un lampo che scuote l’inverno
 
mi trovo ….solo al comandodi una vita a meta
 
Resta impresso nel mio incredulo volto… il sogghigno del nemico che avversa
 
come la macchia rossa contrasta sull’immacolata neve…. questa è la guerra
 
e lo vorrei testimoniare al mondo ma non ha più senso e nemmeno corpo.. questa mia… vita a metà
 
speravo che il tutto cambiasse anzi..che il tutto tornasse com’era…ma poi il nulla sul far della mia sera
Toglietemi le scarpe di cartone, il cappotto sgualcito… toglietemi i gradi, le mostrine e gli allori,
 ma non negatemi,  vi prego, vi supplico…. il ricordo ed il senso dell’aver vissuto…
 
…Accanto alla tua bianca croce un soffione si muove sospinto dal vento…
 
 …la tua anima è ri-fiorita …sulle ali di una rima.. ed hora si rivela leggiadra dentro di noi
 
Risalgo in sella alla mia Bianchi.. perfino il mio assurdo viaggio prende una nuova direzione
 
…prende senso…e la fatica pesa meno…   pedalare “uniti” e non più soli al comando.
 
La fatica diventa poesia ed un raggio che non è di sole, ricama e riflette sul fiordo più lontano e
 
come un arco in un baleno pieno di colori e faville ci riporta sotto un campanile tutti e 2 a…Baita ..
Don ... Don ... E mi dicono, Dormi! mi cantano, Dormi! Sussurrano… hora si che riposo in pace

 

 

 c'era pure unamia bozza ..

 

 
 
Un lungo viaggio in bici da Petosino a Nikolajeska (Russia) pedalando lungo la storia ed in luoghi martoriati dalla guerra… e da li poi per dare un tocco di fantasia ho proseguito fino a Kapp Nord (Norvegia) passando per Mosca, Sanpietroburgo e Rovaniemi il villaggio di Babbo Natale
 
La partenza è stata il 25 aprile il giorno della liberazione e sicuramente non potrò mai dimenticare l’espressione del viso di quel ciclista quando ancora in provincia di Bergamo mi chiese dove andavo così caricato, ed io semplicemente gli ho risposto a Mosca.
La 1^ tappa l’ho voluta terminare di proposito a Rovereto per onorare la famosa Campana dei Caduti fusa con i cannoni di tutti gli ex paesi in guerra…nella 2^ tappa sono giunto a S Giorgio-Brunico il mio paese natio, mentre il giorno seguente dal Brennero a Insbruck (Austria) e da lì per dare un tocco di poesia al viaggio ho raggiunto a Fussen (Germania) il famoso castello di Neuschwanstein quello del film di Cenerentola costruito dal Re sognatore Ludwig II ..per niente pazzo (come vuole la leggenda) anzi.. un vero lungimirante, anche solo per la mole di turisti che muove ogni anno, per visitare il suo meravigliosa fortezza …i pazzi sono quelli che hanno costruito il lager di Dachau...che ho visitato il giorno seguente all’inizio sotto una pioggia e poi all’arrivo con il sole.. ci tenevo arrivare in quel giorno (29/04) perché era l’anniversario della loro liberazione.
A Monaco ho visitato il bellissimo villaggio olimpico costruito su di una collina innalzata con le macerie della guerra in segno di pace e riparazione ma il luogo dell’atroce attentato palestinese la contrasta e riporta a memoria la miseri dell’uomo senza valori
Dopo Matthausen Vienna Brno ( carcere di Spilbergh per onorare silvio Pellico) ho proseguito per Birkenau Auschwitz e Crocovia (la città delle 100chiese ) e da li poi in ucraina Leopoli a Kiev fino ad arrivare nei luoghi della sconfitta Alpina
In questi luoghi (in particolare ad Optit) inconcepibilmente il tempo sembra si sia fermato infatti si trovano ancora cimeli di ogni genere dalle coperte sui gommoni delle ruote di camion usati come letto, o diversi indumenti personali dei soldati come divise stivali mostrine..f oderi maschere antigas proiettili ecc…
In questi luoghi sbagliando strada o meglio concedendomi a lei.. mi sono trovato in mezzo ai campi di Nikolajeska dove su indicazione della gente del posto, ho “incrociato” una Croce di Giovane Alpino che di fatto poi ha dato senso a tutto il mio viaggio (vedi scritto allegato) 
 
Tornato a casa, Diego il figlio (4 anni) di mia nipote sapendo che ho incontrato Babbo Natale mi ha sommerso di domande, ma in particolare mi ha chiesto:
 zio Olivo che viaggio lungo che hai fatto, ma perché non sei andato in macchina facevi prima e meno fatica??? benedetta innocenza… gli ho risposto :
non avrei sentito i profumi i suoni i canti degli… uccelli… ecc..
Diego ci pensa su un attimo e subito ribatte.. potevi sentirli anche in macchina se tiravi giù il finestrino
Gli ho risposto con altrettanta franchezza.. è vero hai ragione.. ma se ero in macchina x esempio non avrei sentito i lamenti di un cucciolo di renna che si era impigliata in una rete e che esausta, inutilmente aveva cercato di mordere per liberasi
Il nipotino infine contento, mi disse …Ora si che ho capito… x fortuna che sei andato in bici. . adesso vieni dietro al mio triciclo che ti accompagno io…
Benedetta innocenza schiettezza e semplicità… solo così infatti riesci a farti capire..
….solo noi adulti complichiamo sempre le cose
 
7.000 km in 54 giorni è stato un Viaggio veramente duro per le strade dissestate per il traffico e per i…cani che spesso mi rincorrevano. Nell’intervista che mi hanno fatto a Rossoc mi hanno chiesto quanti km avessi fatto per preparare un viaggio così lungo . gli ho risposto 18 . Diciottomila? Hanno ribadito..no..no proprio 18 km. A Pasquetta con l’Oratorio di Petosino siamo andati a fare una pedalata lungo la ciclabile della Valle Seriana ma siccome faceva molto freddo ne abbiamo percorso solo una piccola parte e questa è stata l’unica mia uscita invernale. Racconto questo per far capire che a volte serve più la determinazione  che la forza fisica anche se comunque servono entrambi per tirarsi appresso i 20 kg di bagaglio. La maggior parte del peso era dovuta agli attrezzi per la bici : frusta per cambio raggi, copertoni, camere d’aria ecc.. poi di fatto ho subito una sola foratura, 2 cambi di catena e 2 cambi delle corone posteriori. Dunque non tanto essere forti ma sentirsi forti, nel sapersi misurare con le sole proprie forze per saggiare e gestire al meglio il proprio limite con tanta disciplina e ordine ma anche tolleranza e comprensione nel fingere a volte la stessa  convinzione dei propri mezzi 
 
Uno spirito di adattamento comunque non indifferente, nel sapere “attraversare” diversi fusi orari, longitudini e latitudini . Se una persona dovesse pedalare per 2 mesi di seguito percorrendo la media di 130 km ogni giorno seppur sulla stessa strada, ne avrebbe di cose da vedere e raccontare, immaginate passare i diversi paesi, con diverse lingue, cibi, monete, ambienti e culture quante e quali sensazioni emozioni ed avventure possono capitare…così che alla fine ho imparato a farmi un po’ come l’acqua adeguandomi alle diverse e più disparate situazioni . tante sarebbero le cose che avrei da raccontare.
 
Per questo motivo penso e spero di scrivere un libro già ho in mente il titolo …Un uomo solo al comando e non si tratta certo di Coppi ne tanto meno del sottoscritto ma di quel ragazzo Alpino  “incrociato” la nella steppa lascito solo al comando del proprio destino..una vita spezzata a metà…dare risalto e memoria a questo soldato e un po’ come dare senso e logica anche al mio singolare viaggio 
 
Ho imparato a vivere il presente ad assaporare l’attimo senza sacrificarlo a programmi futuri o a rimpianti passati, senza dimenticare che in ogni situazione devi fare un scelta e ad ogni rinuncia equivale ad una predisposizione potenziale di successo o viceversa, maturando così la cultura del limite che rende più umili più umani . Bisogna conoscere i vuoti per capire i pieni avere fame per gustare meglio il cibo.. ed infine forse magari  viaggiare proprio per assaporare meglio poi il piacere dell’eterno ritorno
Di certo resta il fatto che in Russia ha fatto più km la mia pacifica e mite bici Bianchi che le potenti (?) ed arroganti truppe di Napoleone e Mussolini e per assurdo proprio in mezzo al caotico traffico delle grandi città attraversate…spero di aver dato anch’io una piccola lezione agli allibiti ed increduli conducenti che esile ed agile mi vedevano pedalare nella loro bolgia …   la fragilità del cristallo non è una debolezza ma la sua raffinatezza.. ha bisogno di molta cura per non frantumarlo..
Oltre che al giovane Alpino sepolto nella sterminata steppa, dedico il mio viaggio a Fois che con un suo ultimo scatto sui pedali, ci ha lasciato sbigottiti per andare molto molto più lontano…  e a tutti quelli che come lui per un solo cavillo schiacciati dal sistema…non ce l’hanno fatta
Un grazie particolare va a Cicli Bombardieri e Maffioletti e alla Signora Vanna Noris per la consulenza tecnica, mentre un ringraziamento particolare va a mio Figlio Alessandro, anche se ci vediamo poco lui di fatto è il mio vero allenatore e mi è prodigo di consigli, mi ha insegnato quella che è la dote fondamentale, forse unica, per affrontare questo originale viaggio e cioè la santa santa santa pazienza
 
Ho visto città e villaggi meravigliosi ma il paese più bello che ho visitato è senza ombra di dubbio il mio : Petosino… proprio perchè è limitato e manca di tutto e ti sprona così ad uscire, a viaggiare magari anche solo per gustarti il ritorno e comprendere quanto sia bello ed importante avere un punto di riferimento o almeno l’illusione di aver qualcuno che a casa ti aspetta