Tesina tirocinio

 

UNIVERSITA’ DI BERGAMO
UFFICIO ORIENTAMENTO, STAGE & PLACEMENT
Progetto formativo e di orientamento
 
 
 
CORSO DI LAUREA
IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE
 
Relazione tirocinio
 
                                                                    Teacher :        Gaetano De Leo
Tutor :        Mirella Granelli
                                                          Resp. Ente est.:         Fabio Defendi
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TITOLO :
”Il barbone”
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BONFANTI ALVIERO OLIVIERO      n° matricola: 34522                                 
Sorisole   Servizio Esodo c/o Patronato S Vincenzo Luglio Agosto
BergamoUniversità S .Agostino 20/09/2004 A. A. 2003/2004
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
“Un bel tacer non fu mai detto”
Dedico questo mio scritto
alla mia tutor Granelli Mirella
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Perché il servizio Esodo ?
 
 
Il Tirocinio è una momento importante nella formazione di uno studente, infatti permette di mettere in pratica concretamente il suo sapere fare e il suo saper essere; oltre che verificare le proprie capacità può divenire perfino una valida opportunità per un possibile futuro inserimento lavorativo. Per questo motivo è fondamentale scegliere un apprendistato il più adeguato possibile alle proprie attitudini
 
Quando si fanno scelte importanti, la stesso Gadmer1 consiglia di puntare alla qualità, e trovare i giusti scopi, avere obiettivi ben precisi, e puntare dritto senza dispersione di energie e fatica alla meta.
 
Io un lavoro già lo possiedo, e vista l’età avanzata, confesso invece che non mi dispiace approfittare del tirocinio per considerare realtà sconosciute, per il semplice piacere di farlo, senza nessun altro particolare o preciso scopo. Conscio del fatto, che come futuro educatore, dovrò comunque imparare a rapportarmi con qualsiasi realtà, e non solo a quelle di gradimento
 
Temporaneamente svincolato da impegni lavorativi, inoltre era mia intenzione trovare al più presto un Ente disponibile alla mia richiesta di formazione. Per questo motivo mi sono rivolto al servizio Esodo presso il Padronato S Vincenzo che ha sede nel mio stesso comune, e cioè in quel di Sorisole
 
Già conoscevo la realtà del Patronato S Vincenzo avendo trascorso negli anni 80’, 2anni come volontario presso una loro comunità in Bolivia, che si adopera per l’assistenza ai minori orfani o abbandonati. Oltre a questa esperienza per diverse estati ho conosciuto sempre come volontario, diverse realtà di emarginazione, in particolare a Calcutta presso le sorelle di Madre Teresa.
 
Per questo ero convinto di essere abbastanza navigato in merito alle realtà di emarginazione, devo confessare invece, che questa nuova esperienza mi ha letteralmente scioccato e non ….poco
Ti rendi subito conto che non c’è bisogno di viaggiare molto per trovare lo straordinario l’...off limit
 
Pensavo, magari come tanta altra gente, che la realtà dei clochard fosse intrisa anche di un pizzico di leggenda e poesia, mentre in verità ho incontrato solo persone sole e disperate, con diverse e gravi problematiche perlopiù di dipendenza.
 
Scioccante restare inerme ad osservare ragazzi che al nostro fianco spacciavano o si bucavano
 
Meticoloso, quasi pignolo sono abituato ad agire e sentirmi rilevante nelle diverse circostanze;
in questa realtà di strada invece mi sentivo sopraffatto dagli eventi, e senza poter dire o peggio fare niente……. è stato un vero calvario
Mai come in questa occasione mi sono tornate in mente le parole del Prof. di educ. sanitaria Alfieri :
 in una realtà così complessa come quella sociosanitaria… i problemi non si risolvono si gestiscono
 
E’ stata comunque un opportunità di crescita, in particolare nell’apprendere l’arte difficile e fondamentale per qualsiasi professione : quella del semplice ascolto   
 
Come educatori, dunque dobbiamo imparare a situarci in qualsiasi condizione e contesto, senza mai dimenticare, che in un certo senso tutti, con diverse abilità, siamo qui in ….affitto, anzi in ….ESODO
 
Anche Diogene il cinico era un senza fissa dimora, eppure proprio per questo gli stessi regnanti spesso gli chiedevano consiglio. Si narra che lo stesso Alessandro Magno2 un giorno gli chiese cosa poteva fare per lui, per sdebitarsi dei suoi consigli ? Lui gli rispose:
”…toglierti di mezzo, che mi fai ombra e mi offuschi il sole…”
 
Personaggio virtuoso e stravagante si narra che era solito girare giorno e notte con un lanternino inutilmente, in cerca di un vero uomo….che sia così anche oggi?

 



1Gadamer (Marburgo 1900) filosofo tedesco, raggiunse la notorietà nel 1960 con l'opera Verità e metodo, considerata un classico dell'ermeneutica contemporanea. In questa opera, egli mutua da Heidegger la nozione di "circolo ermeneutico", delineando con il suo ausilio una teoria dell'interpretazione "aperta" e incentrata sulle movenze del "dialogo" con le culture, i testi e l'alterità costituita dalla pluralità dei soggetti. Il circolo ermeneutico è un cortocircuito che si istituisce tra testo interpretato, soggetto e linguaggio che media l'interpretazione. Dall'incontro di queste prospettive e dalla "fusione di orizzonti" che ne consegue, scaturisce la "cosa del testo", la verità del testo, che non esaurisce mai completamente l'interpretazione, poiché trova i suoi limiti nella soggettività e nella situazione storico-culturale entro cui il soggetto inevitabilmente si trova. Interpretazione è dunque dialogo che si fonda sull'inesauribilità del linguaggio, rimandando soprattutto alla comprensione di se stessi e della tradizione nella quale ciascuno è calato.
2Colpito dalla sua virtù e dalla padronanza di se stesso, Alessandro disse che se non fosse Alessandro, avrebbe voluto essere Diogene
 
 

Obiettivi prefissati

 

Conoscenza della storia e filosofia dell’ente

Riflessione sull’emarginazione e sua causalità

Vedere come le persone in un contesto di emarginazione si relazionano con gli operatori

Attenzione e ascolto delle storie e ai vissuti delle persone

 

Questi sono i principali obiettivi prefissati anche se in verità, io ero partito con la ferrea volontà di fare una raccolta scritta di storie di vita, ma poi grazie alla mia tutor Mirella Granelli che sicuramente ne sa più  di me in merito, avevo modificato il 4 obiettivo con l’ascolto invece del racconto.

 

Mi sono ricreduto per garantire oltre la loro privacy, il massimo rispetto ed attenzione al loro vissuto, tanto da indurmi come segno di riflessione e di umile provocazione ad allegare 8 pagine bianche (una per ogni settimana del tirocinio ) che all’origine erano state pensate per descrivere proprio le loro storie

 

Assurdo pensare che in 150 ore si possa comprendere e descrivere una realtà così delicata, con l’arroganza di voler  capire e l’invadenza di voler entrare  in un mondo fatto di  esili equilibri

Tutti siamo sapientoni e spesso seppur con le migliori intenzioni, inconsciamente ci mettiamo in un gradino superiore a criticare ed elargire consigli, terapie o vademecum del buon cittadino

 

A testimonianza di quello che affermo, cito quando terminata l’estate, un folto gruppo di studentesse con il loro professore venivano a fare volontariato (?) loro lo descrivono così, magari è…. chic

A me dispiace non per essere critico o polemico, ma lo dico solo per fare un analisi di riflessione . Sono convinto che la loro esperienza è fonte di arricchimento e conoscenza (?)  ma nessuno pensa  cosa e come la pensano invece le persone SFD ?1.

Involontariamente poi si tende ad avvicinarsi al più simpatico, al più loquace, anche per vincere le proprie resistenze, i propri disagi, e si crea così differenze nelle differenze già marcate…

……mica siamo allo zoo.

 

Rammento uno dei miei primi incontri con “la strada”, un ragazzo di nome “Bleck”, alla mia seconda domanda, mi interruppe e in modo aggressivo e seccato mi disse :

 

…non ti sembra di esagerare? Di voler saper troppo? Tu arrivi ti fermi pochi giorni  e ci sommergi di  domande, ci vuole tempo e pazienza per conoscere una persona…. mai lezione mi fu tanto utile

 

In verità avevo solo chiesto come si chiamasse e se oltre il bivaccare di giorno ci dormiva pure nella stazione. Gli stessi operatori mi dissero di non fargli caso più di tanto, perché è risaputo essere un tipo aggressivo…non è cattivo lo fa per colmare la sua timidezza e il suo senso di inferiorità per la sua paresi all’arto sinistro superiore, o spesso anche solo perchè  è pieno di… birra

 

 

Seppi reagire, un poco di esperienza ce l’ho pure io, e con umiltà, in atteggiamento down, gli risposi: grazie la tua risposta è stata una pregevole lezione nemmeno il miglior professore  dell’università poteva rispondermi meglio a proposito ….e fu vero .

Lui ne fu disarmato non si aspettava tanto.. mi sono salvato in corner risultato parziale = 1 a 1 pareggio

mi dissi: benvenuto nella terra di nessuno, anzi nella corte….. si nella... ”Corte dei miracoli”

 

Una corte che può diventare pure un arma letale, se “governata” da  gente senza scrupoli .

Una corte dalla cultura incommensurabile, che può fare veramente miracoli,anche solo per il semplice fatto che tu con una bacchetta magica o meglio con una semplice penna o tastiera, gli puoi estrapolare o far dire loro, a tuo piacere e gradimento  tutto quello che vuoi






1 leggenda  SFD : Senza fissa dimora

 

 

 

 

 

 

 

SERVIZIO ESODO

diurno e notturno

 

Idealità,

II desiderio di donarsi avvicinandosi agli "ultimi della fila" che, per noi, diventano fortemente i primi e più importanti di tutti.

Il Servizio.

Offre durante il giorno e la notte, ai diversi "volti" di emarginati gravi presenti sul territorio della nostra città, risposte variegate.

1)   La ricerca di coloro che per le più svariate situazioni di vita vivono sulla strada.

2)   L'incontro per accostarsi a loro per rendere meno drastiche la solitudine, l'abbandono e la perdita del senso della vita.

3)   Il primo ascolto; vale a dire dedicare la propria attenzione ed il proprio tempo per entrare nel vissuto, nei problemi, nei desideri di riscatto, di chi si incontra, facendolo sentire persona umana, parte importante della comunità oltre il disagio del presente.

4)   La relazione cioè l'approfondimento del rapporto con la "persona" incontrata sulla strada e l'intervento diretto per quei bisogni necessitanti una risposta immediata ed indispensabili per restituire un po' di umana dignità.

5)   Le risposte ai bisogni primari (alimentazione, vestiario, igiene, ricerca alloggio, cure mediche...).

6)   La costruzione di progetti di sganciamento dalla strada e di reinserimento sociale. Quando la persona lo richiede il Servizio interviene creando con lui un progetto ad hoc concordato con i principali enti del pubblico e del privato sociale di Bergamo e provincia (= Caritas Diocesana, Comune, Ser.T, Centri d'ascolto, Comunità terapeutiche, Centri d'accoglienza, Ospedale, Prefettura, etc).

 

 

Servizio Esodo

 

Il Patronato San Vincenzo e l’associazione “In Strada” di Sorisole sono promotori del  servizio  Esodo. Il servizio Esodo garantisce una presenza costante alle persone senza fissa dimora della città di Bergamo

 

DATA DI CREAZIONE

 

Il servizio è stato fondato nel 1992, dal 1996 è in collaborazione con la CARITAS DIOCESANA

 

ENTI  GESTORI

 

Associazione diakonia- ONLUS in collaborazione  con il Patronato S. Vincenzo e la cooperativa  Mosaico- Associazione in Strada

 

1.      Il Patronato S. Vincenzo per l’accoglienza notturna, in risposta alle emergenze

2.      Il Mosaico per l’assunzione del personale

3.      L’Associazione in  strada per il volontariato

 

FINALITA’ PRINCIPALI

 

·        Fornire  ascolto

·        Soddisfare i bisogni primari  come  la distribuzione di pasti caldi, vestiario coperte

·         Mediare una possibile collaborazione tra SFD e i vari servizi sociosanitari pubblici o privati

  • Visitare le persone SFD che vengono ricoverate negli ospedali

 

PERSONALE

 

 

E’ costituito da 5 operatori più un responsabile coordinatore

 

Il responsabile è laureato in architettura

3 operatori sono pure studenti in scienza dell’educazione, garantiscono  in media non più di 16 ore settimanali essendo anche dipendenti in altri enti

1 operatore assicura solo 4 ore settimanali

1 operatore è stato appena assunto e collabora pure con il Patronato S Vincenzo per l’assistenza nella loro comunità per minori (Don Milani)  

Questi operatori sono coadiuvati da diversi volontari

 

 

ORARI

 

 

Vengono effettuati tre turni giornalieri

 

 

Dal Lunedì al Venerdì

Mattino

 9.00

12.00

 

Pomeriggio

14.00

17.00

 

Sera

22.00

24.00

Sabato e Domenica è garantito solo il turno della sera

 

 

SOGGETTI  DESTINATARI DEL SERVIZIO

 

 

I destinatari del servizio sono tutte quelle persone in condizione di grave emarginazione, in molti casi senza fissa dimora ( SFD) .

Persone dimesse dal carcere, clandestine o senza relazioni parenterali, con forte dipendenza ad alcol o droghe; o perche sofferenti di malattie mentali

 
 

Filosofia dell’Ente

 

Principale finalità del servizio Esodo è la condivisione di momenti relazionali con persone  che vivono una situazione di estrema emarginazione.

Soddisfare nel proprio limite, i loro bisogni primari e costruire relazioni significative che possano permettere alle persone senza fissa dimora di avere punti di riferimento e di identificazione personale e sociale.

Instaurare con queste persone un reciproco rapporto di fiducia  che possa essere occasione di maggior consapevolezza e potenziale percorso riabilitativo

In questi ultimi anni la presenza degli operatori non si è fermata solo alla realtà della “stazione” ma si è estesa ad altre zone che hanno evidenziato come questo disagio si stia ampliando.

Una presenza stabile di italiani perlopiù legati alla tossicodipendenza e all’alcol e di persone giovanissime, provenienti dai paesi dell’Est (Romania Moldavia ecc..)

 

Il servizio Esodo offre pure un accoglienza notturna a Sorisole paese limitrofo a Bergamo dove ci sono 5 container con 15 posasti letto.

Purtroppo la richiesta supera abbondantemente l’offerta.

Ci sono persone che da mesi usufruiscono di questo servizio, altre da tempo sono in trepida attesa. In via generale vi è tra i più bisognosi una sorta di rotazione, ma ad alcune persone in apparenza più disagiate, non è permesso loro l’alloggio

La decisione di chi deve rimanere a dormire sembra in ultima analisi solo a discrezione del responsabile Don Resmini che a detta degli stessi operatori che stazionano la strada :

….ha il polso della situazione

Uso il condizionale perché , purtroppo non mi è stato possibile comprendere meglio le modalità, non so se per una velata critica da parte degli operatori che non condividono questa scelta un  poco autocratica o perché  le effettive necessità sono talmente elevate che per forza di cose, si generano  situazioni un poco caotiche, difficilmente governabili.

Cerco di essere un poco più preciso in merito descrivendo due particolari episodi.

Il servizio offre pure una assistenza medica ma sempre nei limiti come descritto sopra

 

Un giovane straniero di nome Moro dimesso dopo un delicato intervento chirurgico, non avendo la possibilità di ulteriori ricoveri, per forza di cose è stato curato nel dormitorio notturno.

Isolato, senza un adeguato servizio, non aveva nemmeno un semplice campanello per eventuali chiamate urgenti, senza una  carrozzina per recarsi in bagno, non potendo caricare sull’arto operato, mancava pure di un adeguato controllo medico terapeutico post operatorio.

 Come non bastasse era pure criticato dagli  altri suoi camerati. A detta loro la nostra assistenza, se troppo scrupolosa e curata era un  potenziale  stimolo alla non partecipazione e alla vita viziata e  beata  

 

Oppure il caso di Bacco un ragazzo italiano che oltre essere alcolizzato è pure cardiopatico .

Visitato da un medico del SERT ( servizio tossicodipendenza)  gli veniva imposto un ricovero urgente in cardiologia. Dopo diverse telefonate il medico riusciva a trovare un Ente che dava disponibilità di ricovero, solo però dopo il fine settimana. Nell’attesa il medico consigliava una particolare attenzione e assistenza da parte del servizio Esodo

Di fatto però non è stato possibile garantire questa particolare assistenza.

Il servizio Esodo, infatti ha sede in una comunità di minori, proprio per la loro tutela, una delle regole principali e irremovibili dell’Ente stesso, è il fatto di  non permette di portare al suo interno nessun tipo di droghe o di  alcolici

Se ospitato, in questo modo Bacco avrebbe rischiato una crisi di astinenza,  che per il medico nella sua attuale situazione era peggiore della sua patologia cardiaca.  Così per assurdo per il suo be(r)(n)e si decideva in attesa di ricovero di lasciarlo……. monade e nomade.

Cito questi esempi per rilevare come anche quando le finalità e le filosofie dell’ente siano ben delineate e supportare dalle migliori intenzioni, calate poi nella realtà devono per forza di cose essere  modificate e rivedute alle necessità concrete.

La filosofia del servizio dunque, oltre che cercare di garantire nel miglior modo possibile il minimo dei bisogni primari, che permetta alle persone più disperate la sopravvivenza, è quella di lasciar sempre aperta una seppur piccola possibilità di relazione ed incontro. Costruire un dialogo fatto di parole sguardi, gesti, e semplice presenza, costruire significati basandosi sull’esserci e sull’ascolto (da : Seminario identità sociale e vulnerabilità 17/12/2003 Fabio Defendi  coordinatore servizio Esodo)

Esserci significa esserci sempre Il Camepr c’è tutti i giorni, esserci  significa anche… andarli a cercare …creare vicinanza… non andare oltre.

Ascolto è innanzi tutto fare silenzio, avere pazienza  rispettare i tempi dell’altro, imparare a perdere tempo permettere all’altro di esprimersi.

L’operatore di strada è un operatore della cura e non della terapia, deve imparare ad esitare, sfuggire al gioco delle rappresentazioni  predefinite. Costruire relazioni capaci di accogliere le persone per quello che sono senza finalità terapeutiche o salvifiche, per un incontro autentico dove l’emarginato può aprire uno sguardo sulla propria esistenza e rileggerne gli  eventi .Dare un nome cognome e non considerarli solo un caso. E’ qui che parte il cammino di cambiamento… un cambiamento per tutti[1]




[1] Seminario = identità sociale e vulnerabilità 17/12/2003 Fabio Defendi coordinatore Servizio  Esodo

 
 
  • Riflessione sull’emarginazione e sua causalità

 

Emarginare significa escludere, mettere ai margini estromettere alcune persone da un gruppo e dalla loro vita sociale.

Sempre più persone vivono una realtà di emarginazione, Senza tetto nè  legge1 mancando dei beni principali, ma soprattutto non  avendo un riconoscimento sociale di esistenza.

Gli individui  che non appartengono a nessuna comunità, sono senza status e senza  identità sociale, e vengono classificati  non per quello che  hanno, ma per quello che non hanno

Mi raccontava  Antonello un ragazzo senza fissa dimora : Una delle poche cose che  possiedo è i l cancro al stomaco

 

I Senza fissa dimora, sono quelle  persone che meglio rappresentano gli effetti dell’esclusione sociale: sopravvivenza precaria, povertà estrema, malattie croniche invalidanti, solitudine, e anonimia territoriale

Queste persone esibiscono la propria vita quotidiana in cattività,sotto lo sguardo implacabile dei passanti che fingono di non vedere e guardano …altrove

Vivono  in uno stato di bisogno e di precarietà estrema, senza nessun tipo di relazione stabile in cui riconoscersi, in un percorso di marginalità fatto dal cumularsi di numerose e progressive perdite e cadute

 

Diversi sono i motivi per cui delle persone possono…. mettersi in strada.

Perlopiù prevalgono fattori legati alle dimensioni economiche (es. disoccupazione) e a quelle relazionali affettive del soggetto (es. separazione)

Da quel poco che io ho potuto osservare durante il mio breve tirocinio, molte persone finiscono per strada per problemi gravi di dipendenza ad alcol o droghe, ma una causa precisa non c’è, un particolare evento stressante, magari ha fatto poi esplodere questa… latenza

Si riscontra infatti sempre una varietà di  situazioni soggettive, che congiunte  con altre condizioni  oggettive  hanno generato cause integrabili  che hanno provocato queste “rotture progressive” 

 

Lo sviluppo economico, le esigenze di mercato, la ristrutturazione manifatturiera informatica, implica una manodopera qualificata, una  formazione permanente e sempre più specializzata. Il mercato del lavoro così non può più riassorbire le grandi masse di lavoratori, che senza un reddito sicuro, perde nel contempo quello che è stato per anni un notevole punto di riferimento per la nostra società: il posto fisso

Si innesca così nelle persone disoccupate,  un meccanismo contorto  di sfiducia, di rassegnazione e dipendenza ad artificiali palliativi.

 Altra causa scatenante della perdita di sicurezza e stima in se stessi, è la crisi della famiglia in particolare della coppia. Sempre più persone da poco sposate si  separano generando una rottura con quella che erano i valori più rilevanti del loro matrimonio : fedeltà, condiscendenza,  accettazione, accoglienza, condivisione, comunanza, sostegno e  aiuto reciproco

I nuovi modelli dei media, predicano il consumo immediato sfrenato e frettoloso di ogni desiderio, come panacea per ogni male, contribuiscono non poco alla crisi della copia che non riesce più nemmeno a proporsi come  esempio di  riferimento, per i loro stessi figli sempre più smarriti

Purtroppo le statistiche  rivelano che sempre più ragazzi giovanissimi, frastornati dall’incalzare di questi eventi, scelgono la strada come modello di vita.

Se a queste realtà sommiamo quella dei stranieri clandestini, dei rifugiati o esiliati politici, che vivono precariamente, come possiamo pretendere di accomunare sotto un'unica definizione  quella che è la nuova sfida per la società moderna : I senza fissa dimora ?

Non va dimenticato che tra di loro ci sono anche  persone che tengono a precisare che il loro essere vagabondi non è una condizione subita ma una scelta ben  precisa . Dice Marco2 Io non sono un barbone sono un contadino. Ho vissuto la strada ho arato e  seminato il cemento armato e perfino l’asfalto

 

Diverse sono le cause di un crollo, quello che più conta in fondo è la dimensione del fallimento di fronte all’Altro

Status dal latino: stare, indica  una posizione sociale più o meno elevata in considerazione alla propria cultura.

Il timore è di non corrispondere ai modelli di successo proposti dalla società ,e di conseguenza  di perdere ogni dignità e rispetto. Spesso siamo insicuri  e la stessa considerazione che abbiamo  di noi stessi  dipende in gran parte dall’idea che  hanno  gli altri su di noi. A differenza di personaggi illustri (vedi per esempio Granelli, De Leo, Oliviero)  per essere accettati abbiamo bisogno  di sapere che il mondo  ci accoglie, ci rispetta…ci ama3




1 Titolo del testo a cura di Mauro Pellegrino e Viviana Verzieri ED. GRUPPO ABELE

   Libro che raccoglie materiale del convegno “Senza tetto  né legge “ tenutosi a Bologna  nell’ottobre 1990

2 Marco (pag 20) uno dei tanti protagonisti  del libro: “Il nome del barbone  di Federico Bonadonna  Ed. DeriveApprodi 2001

3 L’importanza di essere amati Alain de Botton Ed Guanda 2004

 
 

IL Barbone

 

Ho visto personalmente diverse persone che vivono in strada  farsi la barba ogni mattina, a volte pure a secco. Ma allora mi chiedo perchè la definizione barbone?

 

Per indicare mancanza di igiene e di pulizia?

Oppure perché nelle nostre valli si definisce Barba una persona non sposata, che vive sola e spesso isolata, e in qualche modo diviene una devianza dalla norma?

 

Spesso costruiamo concetti che generano ulteriori ambiguità, in realtà lo stesso termine barbonismo non è altro che una piccola parte del fenomeno più ampio, indicato con la definizione dei  Senza fissa dimora

 

Come dice Bourdieu la denominazione di un fenomeno veicola un’ideologia che  fornisce una identità sociale del gruppo; il rischio è che questa terminologia, divenga una etichetta o peggio uno stigma

Ecco che sotto la voce barbone troviamo raccolti :

vagabondi, mendicanti, nomadi, clandestini, alcolisti, tossicodipendenti

 

Non trovando soluzioni migliori non comprendendo la vera situazione, anche  le problematiche si stigmatizzano, e  nell’attesa di decisioni più consone intanto si cerca di supplire con la terminologia.

 

Vanno infatti di moda gli eufemismi:

il padrone diventa datore di lavoro, lo spazzino è un operatore ecologico, il servente collaboratore domestico, mentre il barbone ora diventa un..Clochard…è più fine,e fa pure pendant con  globalizzazione

Penso sia una perifrasi che va bene solo qui da noi, infatti il termine stesso Clochard in francese è molto offensivo e significa zoppicante o  tardo di mente

 

Questa distinzione giustifica la loro presenza, la rende in qualche modo più visibile scusate più invisibile?

Ma anche in questo modo non si può dire che si possono nascondere, anche perché perlomeno a Bergamo, queste persone SFD, vivono nelle zone più nevralgiche della città, e non vi è settimana che il giornale quotidiano non ne  parli (vedasi allegati n° 1. 2. 3.)

 

Allora si addomestica la coscienza con la solita frase:

Dopo tutto l’hanno scelto loro di vivere così

Oppure coprendo i SFD di un’areola,come se la loro scelta è una filosofia di vita contro la società opulenta

Ma basterebbe seguirli un solo giorno per rendersi conto che la realtà  è ben diversa e che di poetico e filosofico c’è ben poco, di fronte al dilagare del fenomeno della povertà estrema.

 

Per un barbone che lo fa per “scelta” , ci sono decine e decine di persone che subiscono tale realtà senza averla cercata. Difficile dare una definizione completa ed esaudente del problema, anche perché se così fosse, si troverebbero pure  approcci migliori per risolverlo

Da secoli la stessa povertà è stata intesa come sinonimo di pazzia, di devianza, di reclusione o esclusione, generando non poca confusione di categorie e  tipologie, e nelle conseguenze risposte politiche

Ancora oggi  il nesso tra povertà e malattia mentale è un pregiudizio difficile da superare in quanto la povertà è infiltrata da giudizio di valore,spesso in base alla più o meno capacità produttiva di un individuo

Non essendo ben identificabili i SFD minacciano la tranquillità sociale e l’ordine costituito

 

Si generano così, nuove emarginazioni e nuove tassonomie per  definire la devianza e l’anormalità, il tutto solo per sorvegliare indirizzare controllare, punire.

Dunque chi vive sulla strada deve sparire anche sulla toponomastica delle idee

se non esiste “visibilità” non  c’è  alternativa ?

Una sorta di Darwinismo sociale. S sei debole devi “sfumare svanire” è la legge della natura.

Finchè il sole splenderà sulle sciagure umane, la pecora sarà mangiata dal lupo, rimane solo a chi sa e può il non farsi pecora W Pareto

 

Dunque non vengono negati solo i diritti ma anche l’esistenza stessa

Di fatto non si “notano”, proprio perché  purtroppo, la loro presenza è costante

Una presenza che suscita nella gente sentimenti contraddittori, dal rifiuto totale, alla vera solidarietà, spesso senza essere capaci di riconoscere il fenomeno per un evento casuale e non naturale

Una conseguenza lineare di uno sviluppo socioeconomico che pone al centro il suo il profitto,la ricchezza, a  scapito della sicurezza sociale e della difesa  delle garanzie minime, che rende i SFD: prodotti di scarto

 

…in ogni caso tutti dovrebbero avere un luogo per farsi la barba  con l’acqua ed il sapone

 

… appunti del corso di pedagogia speciale Prof Medeghini

 

 

Luoghi e non luoghi  (M.Augè, 1992)

 

 

Un luogo può definirsi come identitario, relazionale, storico.

Qui si introducono i diversi percorsi che si effettuano, i discorsi che vi si tengono, il linguaggio che li caratterizza.

Il non luogo è uno spazio che non può definirsi né identitario, né relazionale, né storico. Ne sono esempi le vie aeree, ferroviarie, autostradali, mezzi di trasporto, le stazioni ferroviarie, le catene alberghiere, i grandi spazi commerciali, le reti di comunicazione quali telefoni, internet…

Luogo è uno spazio che può definirsi come identitario, relazionale, storico.

Il non luogo è uno spazio che non può definirsi né identitario, né relazionale, né storico.

 

 

Il problema dello spazio (Foucault, 1984)

 

 

a.                   Medioevo: spazio di localizzazione, cioè insieme gerarchizzato di luoghi (luoghi sacri- profani, terrestri-celesti, urbani-rurali…).

b.                   A partire dal XVII° secolo, la localizzazione viene sostituita dalla estensione. Le scoperte scientifiche e di Galileo costruiscono un concetto di spazio infinito ed infinitamente aperto.

c.                   Oggi, l’estensione è sostituita dalla dislocazione definita dalle relazioni di prossimità tra punti o elementi. Il problema che si pone non riguarda solamente la possibilità di avere un posto per tutti, quanto di sapere quali siano le relazioni di prossimità.

Si vive oggi all’interno di un insieme di relazioni che definiscono degli spazi irriducibili gli uni agli altri e assolutamente non sovrapponibili. (spazi di passaggio, spazi di sosta provvisoria, spazio di riposo..)

La vita degli uomini infami (M. Foucault 77’)

Vite destinate a sparire senza lasciare traccia se non minima, anch’essa non allo stato libero ma manipolata dall’imperativo potere :

dare o togliere la parola descrivere decidere  controllare la vita altrui veridizione o interdizione

Foucault studia i vari meccanismi  di  rifiuto e di emarginazione esclusione di una società    Le persona vanno aldilà delle categorie

Come rompere il silenzio in cui sono state gettate le persone emarginate ? La normalità  non è una rigida regola, ma una traccia che si trasforma. Foucault … critica il saper e potere medico,  e la sua oggettività che cancella  l’esperienza del vivente

 

 

 

Robert Marphi antropologo colpito da un malattia tumorale scrive un libro  the body silent  dove parla di liminalità dei luoghi istituzionali. Esami dolorosi invasivi radiazioni cobalto intervento chirurgico, tempi scanditi dalla routine ospedaliera. Sentimenti ambivalenti: illusioni delusioni. Colpevolizzato responsabile per la malattia, come una specie di gogna. Se l’è cercata è il  commento dell’opinione pubblica che cerca così  di  esorcizzare la malattia, un po’ come fischiettare nel buio per paura .

Si “incolpano” le  vittime  anche per altri valori di riferimento .  Solo il duro lavoro porta al successo chi non ce la fa non ci ha provato o  è un fannullone. Per Ryan questa non è pigrizia ma genocidio economico

 

 

Lo spazio antropologico (Merleau-Ponty)

 

 

La sovrabbondanza spaziale pone dei problemi soprattutto in termini di identità, fra

spazio geometrico      : inteso fisicamente

spazio antropologico : inteso come spazio esistenziale, luogo di una esperienza di relazione con il mondo in rapporto ad un ambiente.

 

 

 

 

 

“En passant”(J.Luc Nancy, 2002)

 

“…L’uomo abita en passant: non come un viaggiatore imbarcato per un altro mondo, ma come un passante frettoloso o un flaneur indaffarato o sfaccendato che passa costeggiando altri passanti, così vicini e così lontani, familiarmente strani, le cui soste sono solo provvisorie: nel mezzo del traffico, degli acquisti, dei trasporti, dei tragitti, delle porte continuamente aperte e chiuse su dimore appartate e tuttavia ancora invase dal brusio della strada, dai rumori e dalle polveri di un mondo che, tutt’intero,passa..”

 

 

L’istituzione negata (F.Basaglia, 1968, 1979)

 

 

“…l’analisi di un’istituzione totale dimostra quanto paga chi si trova costretto a pagare, per dare agli altri la possibilità di vivere nella “norma” e nel “benessere”…”

“…la cosa non  affatto semplice , perché l’oppresso non ha voce, e trovare il codice della non-voce è molto difficile…”

 

 

I luoghi totali(E.Goffman, 1961)

 

Caratteristiche:

1.        tutti gli aspetti della vita si svolgono nello stesso luogo e sotto la stessa unica autorità;

2.       ogni fase delle attività giornaliere si svolge a contatto con un enorme gruppo di persone, trattate tutte allo stesso modo e tutte obbligate a fare le medesime cose;

3.       le diverse fasi delle attività giornaliere sono rigorosamente schedate secondo un ritmo prestabilito, governate da un sistema di regole formali esplicite e da un corpo di addetti alla loro esecuzione;

4.       le varie attività sono organizzate secondo un unico piano razionale.

 

Goffman critica  le istituzioni  che possono essere marginali quando sono totalitaria anche negli spazi : inglobanti senza scambio esterno

Il modo in cui la società situa e tratta il disabile non è indipendente dal modo in cui costruisce vincoli o li dissolve

….ci sono perciò abilità sociali anche nella malattia. Il cattivo paziente è  quello  che non segue gli ordini  (rappresentazioni socialiGodfam)

…ciò che si perde in ospedale non è la vita, ma la libera scelta, anche per l’assistenza medica, richiedono passività completa

…l’istituzione totale implica conformità sottomissione = estingue l’identità precedente  taglio capelli, numero come identificazione. Distanza  e indifferenza emotiva = caso clinico piuttosto che persona Per Goffman tutti gli esclusi sono marginali perché devianti delle norme sociali, ma nessuno ha fatto nulla per scegliere di essere nero o donna , tetraplegico o aitante europeo o africano

 

 

Per Simmel = la povertà non consiste nell’essere senza risorse ma nell’essere assistito

Ricevono assistenza a patto che se ne stiano al loro posto

L’assistenza è una forma di esclusione, per  i socialmente inutili viene tolta ogni dignità ogni responsabilità  in cambio di una sottomissione totale… la cittadinanza non deve essere stabilita in base alla utilità lavorativa (oliver)

 

 

La marginalità è un stile di vita che non si accorda con le norme prestabilite. Un esempio è il conflitto generazionale tra figli e genitori?

Conflitto di valori, le persone disabili che non possono seguire tali norme? Sono come i barboni le puttane?

La riabilitazione cerca unicamente di ridurre la devianza in norma , e pretende di  eliminare qualsiasi differenza

 

 

Nei casi di grave stress, il nostro io si smembra,  scorporati  le persone vivono solo il presente.

Quando il pericolo è immediato ci si rifugia nelle droghe  o in un rapporto magico che cura l’ordine  del mondo  in una  visione mistica   l’ordine sociale  è in buona parte un ordine mentale  e tutti  i disturbi della società implicano perturbamento  mentale e viceversa

 

La predicazione  di un ordine è necessario per le creature intelligenti, se non altro per  trovare significati. La civilizzazione è un meccanismo prodigioso  per la sopravvivenza dell’universo, ma   produce entropia ed inerzia. Come dice Levi Strauss  per comprendere meglio questo processo  di integrazione  di forme  più o meno  evolute ..più che uno studio antropologico serve uno studio... entropologico

 

I non luoghi

Non tutti  i diversi sono uguali

 

La categoria dei barboni dunque non esiste

 

Esistono tante persone che hanno storie diverse  bisogni  diversi e che richiedono soluzioni diverse

Le macro risposte sono  spersonalizzanti  e ghettizanti e deprimono le potenzialità.

Come  la logica del dormitorio, alla persona si chiede di non fare nulla: solo dormire.

Queste risposte  di urgenza  catturano  la persona in una trappola senza uscita in un  abito (vedi oltre)

Lo sventurato per abitudine andrà a mangiare alla mensa dei poveri, vivrà la strada, sempre a contatto con queste realtà di emarginazione, rischia di diventare pure lui  un tossicodipendente  oppure un alcolista ecco perchè il fenomeno è in aumento

 

Vivere in the rood  cambia la vista sul mondo, si ha un angolazione diversa, si trasformano le prospettive, e muta la percezione della  realtà, un po’ come essere sempre sotto i riflettori di un  grande fratello.

Si è sempre sul  fronte sulla terra di nessuno.

 

Luoghi fuori dal comune, liminali, confine tra il comune e l’insolito, tra il noto e l’ignoto; interstizi fatti di boulevard, ponti, marciapiedi e panchine

Luoghi che colpiscono il nostro immaginario come appunto il classico  ponte….. ma unisce o divide?

 

La strada è infinita ma non c’è posto per tutti, tutte palle la solidarietà tra i poveri, c’è sempre comunque un posto migliore dove andare.

Tutti cercano il luogo più adatto, ma spesso il loro giaciglio, il loro tappeto è fatto di preservativi, siringhe cartacce  e bottiglie di birra.

Tutti  occupano spazi  e trasformano l’ambiente naturale spesso lottando contro natura,ma non ci sono più ambienti naturali, e l’ambiente stesso  adatta e manipola il fisico dell’emarginato già di per se martoriato

 

 

·         Vedere come le persone in un contesto di emarginazione si relazionano con gli operatori

 

Diverse sono le modalità di relazione, come del resto diversi sono i loro bisogni da soddisfare.

In prevalenza le persone senza fissa dimora cercano innanzi tutto di soddisfare i loro bisogni primari, chiedendo cibo e vestiario, alcuni tossici spesso anche se inutilmente, in modo opprimente ti supplicano monetine per  il “bolo”. Alcuni pretendono che gli sia garantita l’assistenza, ma i più sono gentili  e riconoscenti  per il servizio ricevuto

 

Ogni persona SFD  ha il suo operatore o volontario “preferito”  di riferimento, con il quale si confida e si relaziona meglio. Lo stesso operatore, senza fare delle preferenze o favoritismi, instaura un  rapporto particolareggiato e personale e cerca nel suo possibile di soddisfare le sue necessità.

Oltre il cibo, le sollecitazioni più richieste sono quelle di avere un alloggio per la notte o una possibilità di occupazione, non ultimo espresso in diversi modi, il bisogno anche di un solo semplice ascolto.

 

I SFD sono molto attenti al ruolo e alla professione delle persone che gli  si accostano, ma è difficile delimitare la distanza e le diversità che esistono tra chi osserva e l’osservato.

Con dovuto distacco, bisogna infatti imparare a comunicare con nuovi codici non sempre fatti di parole magari fraintese. La mia stessa presenza di tirocinante creava un poco di turbamento, essendo la mia una figura insolita per loro, e causava un riverito e reciproco  timore.

Una paura non fisica ma relazionale; paura del confronto, nella reciproca precarietà  con l’altro diverso.

 

Quando si sentono a loro agio i SFD si dilettano a narrare. I loro racconti però spesso si ripetono. Parlano perlopiù del passato e sono sempre alla ricerca di giustificazioni per ciò che un tempo erano : …ero un padre felice…avevo una famiglia…avevo un  buon lavoro…ero benestante con diverse attività ….poi un niente e tutto è decaduto….. sovente proiettano sul fato, al destino,o al caso i loro fallimenti

Si nota in loro un estraniamento ossessivo della realtà, come un meccanismo di difesa,  evocano progetti come se fossero realizzabili a breve, con proponimenti che decadono nel giro di un amen

 

Il tempo con l’operatore in attento ascolto, ha un'altra dimensione, le persone SFD lo vivono serenamente e sanno dilatarlo all’infinito. In questi momenti sembra che si diventi veramente padroni del tempo, e si percepisce un senso di  vera libertà. Raccontava Gigi: Certe cose non  si misurano col tempo ma con i sentimenti

 

Altre persone SFD invece, vivono il tempo come un vero e proprio senso di angoscia.

Non hanno mai tempo, sono sempre impegnate (?) , hanno diverse cose da fare, poi chiusi nella loro solitudine, li vedi trascinarsi da un luogo all’altro senza una meta

Spesso confidano agli operatori che non possono accettare un lavoro* fisso perché senza una dimora per riposare ,non sarebbero in grado di mantenerlo.

*Racconta Luca : Se mangi in mensa, poi per giorni  ti passa l’appetito….spesso ti offrono cibo scaduto. Poi  ti dicono :…Vai a lavorare …ma come faccio  a reggermi in piedi se non mangio? Difficile lavorare e mantenere impegni se spesso hai  febbre alta  e la cirrosi che ti rode il fegato

 

Anche la loro percezione dello spazio cambia e si trasforma, purtroppo spesso in base alla dose più o meno forte di alcol o droghe che hanno in vena.

In base alle dosi, o al semplice orario (alla sera sono più loquaci) con gli operatori lamentano pure i loro non luoghi e criticano la loro assistenza, perchè potenziale concentramento e reclusione di luoghi separati.

Oppure li criticano per il semplice fatto, che ricevono solo  lo stretto necessario, non per carenza di fondi, ma per una loro politica precisa, che garantisce solo il minimo di sopravvivenza, in modo di scoraggiare  la vita parassitaria dei senza fissa dimora Sovente ripetono : I sudditi che si governano meglio sono quelli insicuri e timorosi del nulla. Noi falliti siamo qui  in bella mostra, come monito per chi non segue a puntino le regole del vivere sociale

 

Sono comunque sempre riconoscenti agli operatori, ma criticano le diverse istituzioni.

Molti dei SFD considerano le grandi strutture pubbliche, come la scuola, gli ospedali, il carcere ecc. istituzioni con la stessa funzione, ossia: escludere e spogliare le persone della propria identità. Confidano:  Non solo è aberrante il vivere in strada, ma  pure i rimedi spesso non sono migliori, perchè la povertà per molti è un business

Lamentano la mancanza dell’assistenza sanitaria primaria. Se non sei moribondo, gli ospedali non ti ricoverano, i nosocomi  affermano che non hanno una funzione di dormitorio, mentre  e i dormitori stessi dichiarano di non esser ospedali. I malati di aids solitamente vengono ricoverati  insieme ad altri terminali, già immuni e depressi, sono così  incitati indirettamente all’autoesclusione o al suicidio.

Considerano alcuni dormitori dei veri lager, dove si trovano ammassate persone di diversa provenienza, e  incontri ragazzini che convivono tra adulti eroinomani o delinquenti che impongono la legge del più forte

La condizione di povertà non crea legami  di solidarietà, al contrario   produce  effetti violenti  che vanno sotto  il nome di guerra tra  poveri. Racconta Francesco:

 La solidarietà tra barboni è una cazzata. Siamo dei  randagi, siamo  come cani, scappiamo  da tutto  e da tutti, a partire da noi stessi. Tanta gente un po’ per il freddo, un pò per tristezza cercano consolazione nel bere, poi diventa abitudine  e senza accorgerti diventi un alcolista…. e nemmeno ti consola il senso di appartenenza

 

Molte persone SFD rivelano agli operatori di essere razzisti e sostengono la politica  contro  ogni tolleranza verso agli stranieri Racconta Sergio: Oggi è veramente difficile essere poveri c’è troppa concorrenza perfino nel chiedere la questua, anche presso i semafori è pieno d’immigrati. Gli stranieri poi sono avvantaggiati rispetto a noi, perché sono abituati a sopravvivere. Sono  un gruppo che condivide  un obiettivo comune in un paese sconosciuto, e questo aumenta notevolmente le loro possibilità di integrazione

 

Mario invece afferma : per  gli stranieri è più facile integrarsi perché  si sottomettono a tutto. Vanno alla mensa parrocchiale,  assistono alla messa, fanno qualche lavoretto e tutto si sistema.

Continua Mario : …i sociologi e gli assistenti hanno sostituito  il clero e cercano di obbligare la gente a vivere come dicono loro. Per entrare in certe comunità serve una trafila burocratica e diverse “raccomandazioni”  Poi ci sono i psicologi che voglio sapere il perché, il come, il quando e il cosa e ti….spogliano di tutto….o dentro o fuori

 

Molte persona SFD hanno una buona preparazione culturale, leggono quotidianamente giornali e alcuni  di loro perfino libri. Apolodi parlano diverse lingue. Discutono calorosamente con gli operatori di politica, sul buon governo, e sulle diverse problematiche sociali più attuali

 

Purtroppo per alcuni vi è una discrepanza tra quello che affermano e quello che vivono.

Fanno grandi discorsi da statisti ma poi si contraddicono nei fatti.

Parlano di democrazia e tolleranza e poi sono i primi razzisti verso gli stranieri

Rivendicano una pulizia etnica (?) ma poi nemmeno puliscono il loro esile giaciglio. Dormire tra topi non lavarsi da settimane non aver nulla da fare per giorni,non è il massimo della vita ed ha poco d’intellettuale

La puzza  a volte è insopportabile, specie quando piove  e le loro poche cose ammassate  marciscono. Un tasso di inquinamento elevato, sia acustico che ambientale, rumore, molestie varie, e le temperature calde, impediscono ai SFD il sonno, innescando un adesione completa alla loro realtà di emarginazione,  e un atroce senso di impotenza.

Una quantità  di sonno  insufficiente può provocare  irritabilità  e riduzione dell’attenzione.

In periodi prolungati di mancanza  di sonno  si è incapaci  di concentrazione, si possono generare allucinazioni  e in alcuni casi paranoie. Si  è presenti e vigili fino al delirio  che i SFD possono raggiunge anche con l’assunzione di  cocaina benzedrina  anfetamina. La mancanza di igiene, la carenza alimentare, e l’alcol fanno il resto. I denti marciscono, con difficoltà nel deglutire il cibo, si ha così un invecchiamento precoce  degli organi  e della psiche

 

I tossicodipendenti non riescono a dosare niente nemmeno la felicità Un giorno a mille, un altro non ti guardano nemmeno . Ecco perché gli operatori raccomandano cautela nel giudicare.

 

I più miserabili accumulano ai rifiuti, pure  i loro residui organici: feci, vomito, pozzanghere d’urina che a volte espletano in bella mostra. Gli operatori cercano di rimediare, facendo anche un lavoro di mediazione con i residenti che vivono vicino ai loro bivacchi e che si lamentano in verità ….fin troppo garbatamente:

 loro hanno i loro diritti ma anche noi i nostri

 

Sorprende il distacco  di alcuni operatori di fronte ad un rifiuto di assistenza; per loro  è  sempre una scelta da rispettare, anche se all’apparenza può significare sopravvivenza.

Sorprende dei SFD, i loro attaccamento alla vita e la paura della malattia ( forse solo per paura di soffrire) non si spiega altrimenti come possano resistere anni a una vita così di stenti. Sono indigenti ma a tanti suona il telefonino,  sembra che si lascino morire  e poi fanno del loro precario giaciglio una fissa dimora ( contraddizione di termini) Alcuni in una fabbrica parzialmente demolita avevano scelto la loro alcova, e si erano organizzati perfino con la luce elettrica ( vedi allegato: sfratto) 

In verità diverse  sono pure  le  richieste dei SFD per avere cure mediche o il consulto per un  eventuale ricovero. Gli operatori in questo caso,concordano con altri servizi, come ad esempio con gli operatori del SerT che quotidianamente dal loro camper, garantiscono ai tossicodipendenti oltre a varie cure e informazioni, la terapia di metadone per  disintossicarsi dall’eroina

 

Intanto le nostre città sempre più rinchiuse si trasformano  in una prigione a cielo aperto. e una  moltitudine di individui  apprendono a vivere senza parte  ne arte senza vie di scampo e….  senza scelta

Per gli operatori avanzano nuovi profili di rischio di forte  emarginazione,  non tanto per  la carenza di  risorse materiali quanto alla debolezza  del tessuto relazionale, per la perdita di autonomia psicofisica, isolamento sociale, o di uno stato prolungato di instabilità ed incertezza sul proprio futuro Dice Anita :

…la solitudine  a volte può essere  una buona cura, ma se presa  a dosi eccessive diventa una malattia

Per gli operatori del servizio Esodo l’importante è prendere coscienza del problema, nel frattempo basta a volte una semplice presenza contemplativa  Nelle piccole cose, fargli comprendere che ci siamo, e che loro sono persone e non un numero di scheda, un caso o un abbrev.: SFD.A volte basta un sorriso, una parola,un semplice..gesto o.. grafia

 

CERCO CASA

 

 

“Cerco casa” è lo slogan dei centri ricreativi estivi della Diocesi.

I bambini del CRE di Petosino , e con loro i miei figli, vivono e scoprono ogni giorno questa bella favola russa che assomiglia tanto alla realtà.

Noi ci siamo troppo abituati a vivere in una casa e ci sembra inconcepibile il fatto che qualcuno nasca e viva senza. Non si può vivere senza un riparo, un punto fisso di riferimento, una casa appunto.

La casa è l’espressione più concreta e visibile del bisogno per l’uomo di mettere radici, esprimere la propria identità di sapere dove tornare la sera, abitare vuol dire, appartenere a questo mondo.

La casa è il tentativo mai finito dell’uomo nel cercare di addomesticare lo spazio in cui ritrova, il suo piccolo mondo.

Ecco perché essa deve diventare segno di promessa che tutti abbiano una casa, cioè che il mondo sia ospitale per tutti, e che nessuno possa star fuori di casa.

 

Proprio, visitando Calcutta mi sono reso conto che non avere casa, significa non appartenere al mondo, non essere per niente considerati nemmeno per l’anagrafe.

Semplici cartoni o addirittura nessun ausilio riparatore ne sopra ne sotto il proprio corpo, vuoto spesso è anche nello stomaco.

Purtroppo, basta guardare non troppo lontano, per accorgersi che il diritto di ogni uomo ad avere una  abitazione viene spesso violato, negato da situazioni di emarginazione, guerra ,povertà, persecuzioni….. sfratti.

La casa segna la convivenza tra gli uomini stare sotto lo stesso tetto, condividere educare i propri figli, dormire e mangiare insieme, sostenersi gli uni gli altri correggersi aiutarsi è tutto ciò che una famiglia  dovrebbe cercare di fare.

La casa suggerisce il bisogno di stare si con i propri cari, ma anche di scoprire insieme la necessità di aprire la porta per andare incontro all’altro. Ecco che la casa diviene anche un segno di promessa che dobbiamo al mondo. La casa, non solo come protezione ma soprattutto come accoglienza.

Senza dimenticare che, come tutti i beni materiali anche tutte le case devono essere provvisorie, segno del nostro “passare” nel mondo.

 L’uomo ha bisogno di radici di stabilità, di terra, ma ha anche bisogno di cielo, di radici di spiritualità : “Non di solo pane vive l’uomo”.

 

Come non ricordare Ulisse il grande eroe che parte da Itaca e torna a Itaca: il suo lungo girovagare finisce dove è iniziato e la scoperta del mondo intero, non vale la sicurezza del nido ritrovato.

Quando Ulisse torna a casa ritrova i suoi affetti i suoi averi, il suo letto piantato su di un ulivo incorporato nella casa stessa. Niente è più efficace per far capire il senso del radicamento.

 

Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” Di fronte al radicamento di Ulisse, sta lo sradicamento rivoluzionario di Gesù.

 

L’unica vera sicurezza dell’uomo non viene dalla casa, che ha costruito, ma dalla consapevolezza del nostro breve cammino e nel significato che gli si da, nel seguire la propria fede.

 

In fondo non disponiamo di certezze definibili verso cui tornare, e non basta correre, come fa spesso l’uomo moderno, senza sapere dove andare.

Mia nonna Angela mi ripeteva spesso :… benedetta è l’umiltà… siamo qui tutti in affitto

 

Forse non serve viaggiare in capo al mondo basta scendere nella “grotta”, e li non fare niente di speciale, inginocchiarsi e………………in devoto e dovuto silenzio…….. ascoltare…….

 

 
  • Attenzione e ascolto delle storie e ai vissuti delle persone

 

L’accademico afferma che non ha senso  osservare  senza saper comunicare ciò che si è osservato, ma non è per niente facile riferire ciò che si è visto in così poco tempo, e in un contesto così tanto delicato.

Il mio tirocinio inoltre è stato abbastanza anomalo, perché concentrato in soli  due mesi,  tra l’altro quelli estivi, il periodo delle ferie, con carenza del già ridotto personale di servizio;  facile dunque farsi un idea sbagliata del nuovo contesto conosciuto.

Di certo è che le persone senza fissa dimora non vanno in vacanza, ed è pure vero che è bastata una sola giornata di pioggia intensa, per ribaltare tutti i miei già esili concetti sul loro vivere….in the rood

La stessa stagione estiva comunque non è immune ad effetti collaterali, come il caldo afoso che toglie appetito, indebolisce il fisico, incentiva il consumo di alcol che vaso dilata il cuore e buca il cervello

Inoltre non vi è comunque documento o filmato che possa descrivere dettagliatamente il lezzo di piscio, il tanfo di una abito sporco da giorni,  la puzza di marcio del giaciglio bagnato, il fetore di una ferita in cancrena, o l’esalazione di un anima dannata

Un poco con baldanza all’inizio avevo deciso di fare una raccolta di storie vissute di persone senza fissa dimora, poi grazie all’esperienza e alle indicazioni della mia tutor Granelli ho optato per altri obbiettivi.

Il suo consiglio è stato oro. La realtà dei SFD è troppo delicata bisogna entrarci con umiltà in punta di piedi Mi confidava Anna volontaria : Io non sono indignata per  quelli che ci muoiono in strada, ma per quelli che sono costretti a viverci

 

Mai come in questa occasione ho compreso il vero significato dell’ Epokè : sospensione del giudizio

 

Ho imparato ad imparare l’arte difficile del semplice ascolto

Farmi una cultura dell’ascolto, dare non solo attenzione ma lasciar parlare, lasciar narrare.

Fin da bambini è innato in tutti gli esseri umani la necessità di raccontarsi

Fin dagli albori in ogni comunità, c’è la necessità del culto, del rito, della rappresentazione che si fa mito

leggenda e storia…. ma è la vita che imita la storia o la storia che imita la vita?

L’importanza del sapersi raccontare

Quando un barbone racconta diventa il sociologo della propria vita. Attraverso il racconto della propria vita costruisce e riproduce un tempo e un spazio  attraverso i quali egli ha sempre una presenza mitica. Per questo non è importante la verità  dei fatti  ma le funzioni a cui assolvono nell’immaginario simbolico di questi uomini. Nessuna fabulazione è gratuita ma è sempre rivelatrice di  significati  e di immagini 1

 

Ci sono modalità diverse per esprimersi

Molti tossicodipendenti parlano e raccontano il loro vissuto con i tatuaggi, ma non bisogna farsi facili preconcetti  perché come tutti i segni,  possono aver un diverso significato

Perfino la sporcizia può diventare un modo di comunicare e può significare :

una maschera,  una protezione, o una  creazione dei limiti  tra il se  il mondo.

In verità non basta un enciclopedia intera per descrivere anche solo una loro breve biografia

 

Se dovessi raccontare  in poche parole la mia esperienza di tirocinio direi Oltre e Altro e Abito 

Andare Oltre il pregiudizio. In apparenza infatti le uniche storie comuni dei SFD  sono l’esperienza diretta con la tigna, le pulci, i pidocchi, la scabbia, i funghi, le zecche, gli ossiuri e i vermi intestinali.

Riconoscere e considerare  l’Altro che mi contraddistingue e mi identifica

Rivalutare l’importanza del proprio abito, abitare come abito

Habeo = significa avere  senso di abitudine, nei luoghi, costumi e  abiti mentali nell’auto rappresentazione del proprio spazio, come gestione del sé Tutti abbiamo bisogno di radici di abiti  altrimenti siamo come foglie al vento

Per le persone emarginate il carattere  permanete  del provvisorio  è una contraddizione  in termini, un corto circuito logico culturale,  ciò che doveva essere  provvisorio e passeggero si è rivalso  costante, come appunto la  condizione  di senza fissa dimora. Per molti anni si rimane nello stesso luogo per bisogno di stabilità e identità anche nella precarietà estrema. Stabilità che può essere: un bar, un luogo pubblico o  un  semplice camper.

Per questo è importante il servizio Esodo, per condividere un abito che ripari i SFD dalla fame, dal freddo, dagli sguardi indiscreti; un “abito” dove proteggersi e riappropriarsi dei propri affetti, del proprio corpo.. di se stessi

 

Questo mio lavoro magari verrà criticato o servirà come esempio per come non si fa una relazione, ma non importa  quel che conta, come per il servizio Esodo è l’esserci è il partecipare, ognuno con le proprie…. diverse abilità

del resto poi, è risaputo che….                                             Poca favilla gran fiamma feconda (Dante)

Oggi  più che mai siamo di fronte a molti interrogati etici.  Sembra che non esistano verità assolute. Dice Protagora:“L'uomo è la misura di tutte le cose"… ma è lo stesso uomo che ha generato macchine di morte mai viste prima. Sembra incomprensibile che un Dio onnipotente sia anche così infinitamente misericordioso. Se Dio è bene perché il male?

 

Se Dio è buono perché tace di fronte alla strage di  Beslan ? Perché tace di fronte al pianto di un “Barbone”? Forse tace perché nauseato dal nostro agire o forse perché come dice Simone Weil:

“Dio entra nel mondo non con la sua potenza ma come mendicante elemosinando amore”

Mia nonna benchè semianalfabeta era una persona intelligentissima e saggia, spesso mi diceva : Siamo qui tutti in affitto per questo bisogna saperli amministrare bene i nostri talenti. Nella vita ultraterrena si portiamo appresso solo la memoria e il bene del buon …seminato




1 M Halbwachs 1987

Racconti di vita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A proposito di questo libro

ho promesso a me stesso di non dire nulla “

da “Lsot for word “di Maurice  Blanchot

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Black

Gigi   Killer
Dott.Prof.Piero Barba
Maurino
Mirco

Roby

Guru

Edy
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

APPENDICE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

BIBLIOGRAFIA

 

 

CINEMATOGRAFIA

 

GLOSSARIO

 

 

Sgamare : farsi beccare

 

Mangiare un pollo : fumare un spinello

 

Bruscare :  sciogliere il giunto

 

Giunto : fumo

 

Spada = siringa

 

Sbingare = tirare su  col naso

 

Mista = tabacco + fumo

Indice

 

 

 

 

Introduzione

 

Perché il servizio Esodo?

1

CAPITOLO

1

Obiettivi prefissati

3

CAPITOLO

2

Servizio Esodo

5

 

 

Oltre la cronaca Don Fausto Resmini

6

CAPITOLO

3

Filosofia dell’ente

7

 

 

“Un pa(o)sto caldo”

8

CAPITOLO

4

Riflessioni sull’emarginazione e sua causalità

9

 

 

Piuttosto che la strada meglio la cella

10

 

 

Il Barbone

11

 

 

I non luoghi

13

CAPITOLO

5

Quale relazione tra emarginati e operatori

14

 

 

Cerco casa

16

 

 

Oltre

18

CAPITOLO

6

Racconti di vita

19

 

 

 Altro

20

Appendice

 

 

38

 

 

La città invisibile

40

 

 

Blitz Cesalpinia

41

 

 

Ville liberty

42

 

 

Allarme autolinee

43

 

 

L’auto come casa

44

 

 

Giro di vite

46

Bibliografia

 

 

46

Cinematografia

 

 

47

Glossario

 

 

48