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UNIVERSITA’ DI BERGAMO
UFFICIO ORIENTAMENTO, STAGE & PLACEMENT
Progetto formativo e di orientamento
CORSO DI LAUREA
IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE
Relazione tirocinio
Teacher : Gaetano De Leo
Tutor : Mirella Granelli
Resp. Ente est.: Fabio Defendi
TITOLO :
”Il barbone”
BONFANTI ALVIERO OLIVIERO n° matricola: 34522
Sorisole Servizio Esodo c/o Patronato S Vincenzo Luglio Agosto
BergamoUniversità S .Agostino 20/09/2004 A. A. 2003/2004
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“Un bel tacer non fu mai detto”
Dedico questo mio scritto
alla mia tutor Granelli Mirella
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Perché il servizio Esodo ?
Il Tirocinio è una momento importante nella formazione di uno studente, infatti permette di mettere in pratica concretamente il suo sapere fare e il suo saper essere; oltre che verificare le proprie capacità può divenire perfino una valida opportunità per un possibile futuro inserimento lavorativo. Per questo motivo è fondamentale scegliere un apprendistato il più adeguato possibile alle proprie attitudini
Quando si fanno scelte importanti, la stesso Gadmer1 consiglia di puntare alla qualità, e trovare i giusti scopi, avere obiettivi ben precisi, e puntare dritto senza dispersione di energie e fatica alla meta.
Io un lavoro già lo possiedo, e vista l’età avanzata, confesso invece che non mi dispiace approfittare del tirocinio per considerare realtà sconosciute, per il semplice piacere di farlo, senza nessun altro particolare o preciso scopo. Conscio del fatto, che come futuro educatore, dovrò comunque imparare a rapportarmi con qualsiasi realtà, e non solo a quelle di gradimento
Temporaneamente svincolato da impegni lavorativi, inoltre era mia intenzione trovare al più presto un Ente disponibile alla mia richiesta di formazione. Per questo motivo mi sono rivolto al servizio Esodo presso il Padronato S Vincenzo che ha sede nel mio stesso comune, e cioè in quel di Sorisole
Già conoscevo la realtà del Patronato S Vincenzo avendo trascorso negli anni 80’, 2anni come volontario presso una loro comunità in Bolivia, che si adopera per l’assistenza ai minori orfani o abbandonati. Oltre a questa esperienza per diverse estati ho conosciuto sempre come volontario, diverse realtà di emarginazione, in particolare a Calcutta presso le sorelle di Madre Teresa.
Per questo ero convinto di essere abbastanza navigato in merito alle realtà di emarginazione, devo confessare invece, che questa nuova esperienza mi ha letteralmente scioccato e non ….poco
Ti rendi subito conto che non c’è bisogno di viaggiare molto per trovare lo straordinario l’...off limit
Pensavo, magari come tanta altra gente, che la realtà dei clochard fosse intrisa anche di un pizzico di leggenda e poesia, mentre in verità ho incontrato solo persone sole e disperate, con diverse e gravi problematiche perlopiù di dipendenza.
Scioccante restare inerme ad osservare ragazzi che al nostro fianco spacciavano o si bucavano
Meticoloso, quasi pignolo sono abituato ad agire e sentirmi rilevante nelle diverse circostanze;
in questa realtà di strada invece mi sentivo sopraffatto dagli eventi, e senza poter dire o peggio fare niente……. è stato un vero calvario
Mai come in questa occasione mi sono tornate in mente le parole del Prof. di educ. sanitaria Alfieri :
in una realtà così complessa come quella sociosanitaria… i problemi non si risolvono si gestiscono
E’ stata comunque un opportunità di crescita, in particolare nell’apprendere l’arte difficile e fondamentale per qualsiasi professione : quella del semplice ascolto
Come educatori, dunque dobbiamo imparare a situarci in qualsiasi condizione e contesto, senza mai dimenticare, che in un certo senso tutti, con diverse abilità, siamo qui in ….affitto, anzi in ….ESODO
Anche Diogene il cinico era un senza fissa dimora, eppure proprio per questo gli stessi regnanti spesso gli chiedevano consiglio. Si narra che lo stesso Alessandro Magno2 un giorno gli chiese cosa poteva fare per lui, per sdebitarsi dei suoi consigli ? Lui gli rispose:
”…toglierti di mezzo, che mi fai ombra e mi offuschi il sole…”
Personaggio virtuoso e stravagante si narra che era solito girare giorno e notte con un lanternino inutilmente, in cerca di un vero uomo….che sia così anche oggi?
1Gadamer (Marburgo 1900) filosofo tedesco, raggiunse la notorietà nel 1960 con l'opera Verità e metodo, considerata un classico dell'ermeneutica contemporanea. In questa opera, egli mutua da Heidegger la nozione di "circolo ermeneutico", delineando con il suo ausilio una teoria dell'interpretazione "aperta" e incentrata sulle movenze del "dialogo" con le culture, i testi e l'alterità costituita dalla pluralità dei soggetti. Il circolo ermeneutico è un cortocircuito che si istituisce tra testo interpretato, soggetto e linguaggio che media l'interpretazione. Dall'incontro di queste prospettive e dalla "fusione di orizzonti" che ne consegue, scaturisce la "cosa del testo", la verità del testo, che non esaurisce mai completamente l'interpretazione, poiché trova i suoi limiti nella soggettività e nella situazione storico-culturale entro cui il soggetto inevitabilmente si trova. Interpretazione è dunque dialogo che si fonda sull'inesauribilità del linguaggio, rimandando soprattutto alla comprensione di se stessi e della tradizione nella quale ciascuno è calato.
2Colpito dalla sua virtù e dalla padronanza di se stesso, Alessandro disse che se non fosse Alessandro, avrebbe voluto essere Diogene
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Obiettivi prefissati
Conoscenza della storia e filosofia dell’ente Riflessione sull’emarginazione e sua causalitàVedere come le persone in un contesto di emarginazione si relazionano con gli operatoriAttenzione e ascolto delle storie e ai vissuti delle persone
Questi sono i principali obiettivi prefissati anche se in verità, io ero partito con la ferrea volontà di fare una raccolta scritta di storie di vita, ma poi grazie alla mia tutor Mirella Granelli che sicuramente ne sa più di me in merito, avevo modificato il 4 obiettivo con l’ascolto invece del racconto.
Mi sono ricreduto per garantire oltre la loro privacy, il massimo rispetto ed attenzione al loro vissuto, tanto da indurmi come segno di riflessione e di umile provocazione ad allegare 8 pagine bianche (una per ogni settimana del tirocinio ) che all’origine erano state pensate per descrivere proprio le loro storieAssurdo pensare che in 150 ore si possa comprendere e descrivere una realtà così delicata, con l’arroganza di voler capire e l’invadenza di voler entrare in un mondo fatto di esili equilibriTutti siamo sapientoni e spesso seppur con le migliori intenzioni, inconsciamente ci mettiamo in un gradino superiore a criticare ed elargire consigli, terapie o vademecum del buon cittadinoA testimonianza di quello che affermo, cito quando terminata l’estate, un folto gruppo di studentesse con il loro professore venivano a fare volontariato (?) loro lo descrivono così, magari è…. chicA me dispiace non per essere critico o polemico, ma lo dico solo per fare un analisi di riflessione . Sono convinto che la loro esperienza è fonte di arricchimento e conoscenza (?) ma nessuno pensa cosa e come la pensano invece le persone SFD ?1.Involontariamente poi si tende ad avvicinarsi al più simpatico, al più loquace, anche per vincere le proprie resistenze, i propri disagi, e si crea così differenze nelle differenze già marcate………mica siamo allo zoo.Rammento uno dei miei primi incontri con “la strada”, un ragazzo di nome “Bleck”, alla mia seconda domanda, mi interruppe e in modo aggressivo e seccato mi disse :…non ti sembra di esagerare? Di voler saper troppo? Tu arrivi ti fermi pochi giorni e ci sommergi di domande, ci vuole tempo e pazienza per conoscere una persona…. mai lezione mi fu tanto utileIn verità avevo solo chiesto come si chiamasse e se oltre il bivaccare di giorno ci dormiva pure nella stazione. Gli stessi operatori mi dissero di non fargli caso più di tanto, perché è risaputo essere un tipo aggressivo…non è cattivo lo fa per colmare la sua timidezza e il suo senso di inferiorità per la sua paresi all’arto sinistro superiore, o spesso anche solo perchè è pieno di… birra
Seppi reagire, un poco di esperienza ce l’ho pure io, e con umiltà, in atteggiamento down, gli risposi: grazie la tua risposta è stata una pregevole lezione nemmeno il miglior professore dell’università poteva rispondermi meglio a proposito ….e fu vero .Lui ne fu disarmato non si aspettava tanto.. mi sono salvato in corner risultato parziale =
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| SERVIZIO ESODO diurno e notturno Idealità, II desiderio di donarsi avvicinandosi agli "ultimi della fila" che, per noi, diventano fortemente i primi e più importanti di tutti. Il Servizio. Offre durante il giorno e la notte, ai diversi "volti" di emarginati gravi presenti sul territorio della nostra città, risposte variegate. 1) La ricerca di coloro che per le più svariate situazioni di vita vivono sulla strada. 2) L'incontro per accostarsi a loro per rendere meno drastiche la solitudine, l'abbandono e la perdita del senso della vita. 3) Il primo ascolto; vale a dire dedicare la propria attenzione ed il proprio tempo per entrare nel vissuto, nei problemi, nei desideri di riscatto, di chi si incontra, facendolo sentire persona umana, parte importante della comunità oltre il disagio del presente. 4) La relazione cioè l'approfondimento del rapporto con la "persona" incontrata sulla strada e l'intervento diretto per quei bisogni necessitanti una risposta immediata ed indispensabili per restituire un po' di umana dignità. 5) Le risposte ai bisogni primari (alimentazione, vestiario, igiene, ricerca alloggio, cure mediche...). 6) La costruzione di progetti di sganciamento dalla strada e di reinserimento sociale. Quando la persona lo richiede il Servizio interviene creando con lui un progetto ad hoc concordato con i principali enti del pubblico e del privato sociale di Bergamo e provincia (= Caritas Diocesana, Comune, Ser.T, Centri d'ascolto, Comunità terapeutiche, Centri d'accoglienza, Ospedale, Prefettura, etc). |
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Servizio Esodo
Il Patronato San Vincenzo e l’associazione “In Strada” di Sorisole sono promotori del servizio Esodo. Il servizio Esodo garantisce una presenza costante alle persone senza fissa dimora della città di Bergamo DATA DI CREAZIONE Il servizio è stato fondato nel 1992, dal 1996 è in collaborazione con ENTI GESTORI
Associazione diakonia- ONLUS in collaborazione con il Patronato S. Vincenzo e la cooperativa Mosaico- Associazione in Strada 1. Il Patronato S. Vincenzo per l’accoglienza notturna, in risposta alle emergenze 2. Il Mosaico per l’assunzione del personale
3. L’Associazione in strada per il volontariato FINALITA’ PRINCIPALI · Fornire ascolto · Soddisfare i bisogni primari come la distribuzione di pasti caldi, vestiario coperte · Mediare una possibile collaborazione tra SFD e i vari servizi sociosanitari pubblici o privati
PERSONALE
E’ costituito da 5 operatori più un responsabile coordinatore Il responsabile è laureato in architettura 3 operatori sono pure studenti in scienza dell’educazione, garantiscono in media non più di 16 ore settimanali essendo anche dipendenti in altri enti 1 operatore assicura solo 4 ore settimanali 1 operatore è stato appena assunto e collabora pure con il Patronato S Vincenzo per l’assistenza nella loro comunità per minori (Don Milani) Questi operatori sono coadiuvati da diversi volontari ORARI
Vengono effettuati tre turni giornalieri
SOGGETTI DESTINATARI DEL SERVIZIOI destinatari del servizio sono tutte quelle persone in condizione di grave emarginazione, in molti casi senza fissa dimora ( SFD) . Persone dimesse dal carcere, clandestine o senza relazioni parenterali, con forte dipendenza ad alcol o droghe; o perche sofferenti di malattie mentali |
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Filosofia dell’EntePrincipale finalità del servizio Esodo è la condivisione di momenti relazionali con persone che vivono una situazione di estrema emarginazione. Soddisfare nel proprio limite, i loro bisogni primari e costruire relazioni significative che possano permettere alle persone senza fissa dimora di avere punti di riferimento e di identificazione personale e sociale. Instaurare con queste persone un reciproco rapporto di fiducia che possa essere occasione di maggior consapevolezza e potenziale percorso riabilitativo In questi ultimi anni la presenza degli operatori non si è fermata solo alla realtà della “stazione” ma si è estesa ad altre zone che hanno evidenziato come questo disagio si stia ampliando. Una presenza stabile di italiani perlopiù legati alla tossicodipendenza e all’alcol e di persone giovanissime, provenienti dai paesi dell’Est (Romania Moldavia ecc..) Il servizio Esodo offre pure un accoglienza notturna a Sorisole paese limitrofo a Bergamo dove ci sono 5 container con 15 posasti letto. Purtroppo la richiesta supera abbondantemente l’offerta. Ci sono persone che da mesi usufruiscono di questo servizio, altre da tempo sono in trepida attesa. In via generale vi è tra i più bisognosi una sorta di rotazione, ma ad alcune persone in apparenza più disagiate, non è permesso loro l’alloggio La decisione di chi deve rimanere a dormire sembra in ultima analisi solo a discrezione del responsabile Don Resmini che a detta degli stessi operatori che stazionano la strada : ….ha il polso della situazione Uso il condizionale perché , purtroppo non mi è stato possibile comprendere meglio le modalità, non so se per una velata critica da parte degli operatori che non condividono questa scelta un poco autocratica o perché le effettive necessità sono talmente elevate che per forza di cose, si generano situazioni un poco caotiche, difficilmente governabili. Cerco di essere un poco più preciso in merito descrivendo due particolari episodi. Il servizio offre pure una assistenza medica ma sempre nei limiti come descritto sopra Un giovane straniero di nome Moro dimesso dopo un delicato intervento chirurgico, non avendo la possibilità di ulteriori ricoveri, per forza di cose è stato curato nel dormitorio notturno. Isolato, senza un adeguato servizio, non aveva nemmeno un semplice campanello per eventuali chiamate urgenti, senza una carrozzina per recarsi in bagno, non potendo caricare sull’arto operato, mancava pure di un adeguato controllo medico terapeutico post operatorio. Come non bastasse era pure criticato dagli altri suoi camerati. A detta loro la nostra assistenza, se troppo scrupolosa e curata era un potenziale stimolo alla non partecipazione e alla vita viziata e beata Oppure il caso di Bacco un ragazzo italiano che oltre essere alcolizzato è pure cardiopatico . Visitato da un medico del SERT ( servizio tossicodipendenza) gli veniva imposto un ricovero urgente in cardiologia. Dopo diverse telefonate il medico riusciva a trovare un Ente che dava disponibilità di ricovero, solo però dopo il fine settimana. Nell’attesa il medico consigliava una particolare attenzione e assistenza da parte del servizio Esodo Di fatto però non è stato possibile garantire questa particolare assistenza. Il servizio Esodo, infatti ha sede in una comunità di minori, proprio per la loro tutela, una delle regole principali e irremovibili dell’Ente stesso, è il fatto di non permette di portare al suo interno nessun tipo di droghe o di alcolici Se ospitato, in questo modo Bacco avrebbe rischiato una crisi di astinenza, che per il medico nella sua attuale situazione era peggiore della sua patologia cardiaca. Così per assurdo per il suo be(r)(n)e si decideva in attesa di ricovero di lasciarlo……. monade e nomade. Cito questi esempi per rilevare come anche quando le finalità e le filosofie dell’ente siano ben delineate e supportare dalle migliori intenzioni, calate poi nella realtà devono per forza di cose essere modificate e rivedute alle necessità concrete. La filosofia del servizio dunque, oltre che cercare di garantire nel miglior modo possibile il minimo dei bisogni primari, che permetta alle persone più disperate la sopravvivenza, è quella di lasciar sempre aperta una seppur piccola possibilità di relazione ed incontro. Costruire un dialogo fatto di parole sguardi, gesti, e semplice presenza, costruire significati basandosi sull’esserci e sull’ascolto (da : Seminario identità sociale e vulnerabilità 17/12/2003 Fabio Defendi coordinatore servizio Esodo) Esserci significa esserci sempre Il Camepr c’è tutti i giorni, esserci significa anche… andarli a cercare …creare vicinanza… non andare oltre. Ascolto è innanzi tutto fare silenzio, avere pazienza rispettare i tempi dell’altro, imparare a perdere tempo permettere all’altro di esprimersi. L’operatore di strada è un operatore della cura e non della terapia, deve imparare ad esitare, sfuggire al gioco delle rappresentazioni predefinite. Costruire relazioni capaci di accogliere le persone per quello che sono senza finalità terapeutiche o salvifiche, per un incontro autentico dove l’emarginato può aprire uno sguardo sulla propria esistenza e rileggerne gli eventi .Dare un nome cognome e non considerarli solo un caso. E’ qui che parte il cammino di cambiamento… un cambiamento per tutti[1] [1] Seminario = identità sociale e vulnerabilità 17/12/2003 Fabio Defendi coordinatore Servizio Esodo |
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Emarginare significa escludere, mettere ai margini estromettere alcune persone da un gruppo e dalla loro vita sociale. Sempre più persone vivono una realtà di emarginazione, Senza tetto nè legge1 mancando dei beni principali, ma soprattutto non avendo un riconoscimento sociale di esistenza. Gli individui che non appartengono a nessuna comunità, sono senza status e senza identità sociale, e vengono classificati non per quello che hanno, ma per quello che non hanno Mi raccontava Antonello un ragazzo senza fissa dimora : Una delle poche cose che possiedo è i l cancro al stomaco I Senza fissa dimora, sono quelle persone che meglio rappresentano gli effetti dell’esclusione sociale: sopravvivenza precaria, povertà estrema, malattie croniche invalidanti, solitudine, e anonimia territoriale Queste persone esibiscono la propria vita quotidiana in cattività,sotto lo sguardo implacabile dei passanti che fingono di non vedere e guardano …altrove Vivono in uno stato di bisogno e di precarietà estrema, senza nessun tipo di relazione stabile in cui riconoscersi, in un percorso di marginalità fatto dal cumularsi di numerose e progressive perdite e cadute Diversi sono i motivi per cui delle persone possono…. mettersi in strada. Perlopiù prevalgono fattori legati alle dimensioni economiche (es. disoccupazione) e a quelle relazionali affettive del soggetto (es. separazione) Da quel poco che io ho potuto osservare durante il mio breve tirocinio, molte persone finiscono per strada per problemi gravi di dipendenza ad alcol o droghe, ma una causa precisa non c’è, un particolare evento stressante, magari ha fatto poi esplodere questa… latenza Si riscontra infatti sempre una varietà di situazioni soggettive, che congiunte con altre condizioni oggettive hanno generato cause integrabili che hanno provocato queste “rotture progressive” Lo sviluppo economico, le esigenze di mercato, la ristrutturazione manifatturiera informatica, implica una manodopera qualificata, una formazione permanente e sempre più specializzata. Il mercato del lavoro così non può più riassorbire le grandi masse di lavoratori, che senza un reddito sicuro, perde nel contempo quello che è stato per anni un notevole punto di riferimento per la nostra società: il posto fisso Si innesca così nelle persone disoccupate, un meccanismo contorto di sfiducia, di rassegnazione e dipendenza ad artificiali palliativi. Altra causa scatenante della perdita di sicurezza e stima in se stessi, è la crisi della famiglia in particolare della coppia. Sempre più persone da poco sposate si separano generando una rottura con quella che erano i valori più rilevanti del loro matrimonio : fedeltà, condiscendenza, accettazione, accoglienza, condivisione, comunanza, sostegno e aiuto reciproco I nuovi modelli dei media, predicano il consumo immediato sfrenato e frettoloso di ogni desiderio, come panacea per ogni male, contribuiscono non poco alla crisi della copia che non riesce più nemmeno a proporsi come esempio di riferimento, per i loro stessi figli sempre più smarriti Purtroppo le statistiche rivelano che sempre più ragazzi giovanissimi, frastornati dall’incalzare di questi eventi, scelgono la strada come modello di vita. Se a queste realtà sommiamo quella dei stranieri clandestini, dei rifugiati o esiliati politici, che vivono precariamente, come possiamo pretendere di accomunare sotto un'unica definizione quella che è la nuova sfida per la società moderna : I senza fissa dimora ? Non va dimenticato che tra di loro ci sono anche persone che tengono a precisare che il loro essere vagabondi non è una condizione subita ma una scelta ben precisa . Dice Marco2 Io non sono un barbone sono un contadino. Ho vissuto la strada ho arato e seminato il cemento armato e perfino l’asfalto Diverse sono le cause di un crollo, quello che più conta in fondo è la dimensione del fallimento di fronte all’Altro Status dal latino: stare, indica una posizione sociale più o meno elevata in considerazione alla propria cultura. Il timore è di non corrispondere ai modelli di successo proposti dalla società ,e di conseguenza di perdere ogni dignità e rispetto. Spesso siamo insicuri e la stessa considerazione che abbiamo di noi stessi dipende in gran parte dall’idea che hanno gli altri su di noi. A differenza di personaggi illustri (vedi per esempio Granelli, De Leo, Oliviero) per essere accettati abbiamo bisogno di sapere che il mondo ci accoglie, ci rispetta…ci ama3 1 Titolo del testo a cura di Mauro Pellegrino e Viviana Verzieri ED. GRUPPO ABELE Libro che raccoglie materiale del convegno “Senza tetto né legge “ tenutosi a Bologna nell’ottobre 1990 2 Marco (pag 20) uno dei tanti protagonisti del libro: “Il nome del barbone” di Federico Bonadonna Ed. DeriveApprodi 2001 3 L’importanza di essere amati Alain de Botton Ed Guanda 2004 |
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| IL Barbone Ho visto personalmente diverse persone che vivono in strada farsi la barba ogni mattina, a volte pure a secco. Ma allora mi chiedo perchè la definizione barbone? Per indicare mancanza di igiene e di pulizia? Oppure perché nelle nostre valli si definisce Barba una persona non sposata, che vive sola e spesso isolata, e in qualche modo diviene una devianza dalla norma? Spesso costruiamo concetti che generano ulteriori ambiguità, in realtà lo stesso termine barbonismo non è altro che una piccola parte del fenomeno più ampio, indicato con la definizione dei Senza fissa dimora Come dice Bourdieu la denominazione di un fenomeno veicola un’ideologia che fornisce una identità sociale del gruppo; il rischio è che questa terminologia, divenga una etichetta o peggio uno stigma Ecco che sotto la voce barbone troviamo raccolti : vagabondi, mendicanti, nomadi, clandestini, alcolisti, tossicodipendenti Non trovando soluzioni migliori non comprendendo la vera situazione, anche le problematiche si stigmatizzano, e nell’attesa di decisioni più consone intanto si cerca di supplire con la terminologia. Vanno infatti di moda gli eufemismi: il padrone diventa datore di lavoro, lo spazzino è un operatore ecologico, il servente collaboratore domestico, mentre il barbone ora diventa un..Clochard…è più fine,e fa pure pendant con globalizzazione Penso sia una perifrasi che va bene solo qui da noi, infatti il termine stesso Clochard in francese è molto offensivo e significa zoppicante o tardo di mente Questa distinzione giustifica la loro presenza, la rende in qualche modo più visibile scusate più invisibile? Ma anche in questo modo non si può dire che si possono nascondere, anche perché perlomeno a Bergamo, queste persone SFD, vivono nelle zone più nevralgiche della città, e non vi è settimana che il giornale quotidiano non ne parli (vedasi allegati n° 1. 2. 3.) Allora si addomestica la coscienza con la solita frase: Dopo tutto l’hanno scelto loro di vivere così Oppure coprendo i SFD di un’areola,come se la loro scelta è una filosofia di vita contro la società opulenta Ma basterebbe seguirli un solo giorno per rendersi conto che la realtà è ben diversa e che di poetico e filosofico c’è ben poco, di fronte al dilagare del fenomeno della povertà estrema. Per un barbone che lo fa per “scelta” , ci sono decine e decine di persone che subiscono tale realtà senza averla cercata. Difficile dare una definizione completa ed esaudente del problema, anche perché se così fosse, si troverebbero pure approcci migliori per risolverlo Da secoli la stessa povertà è stata intesa come sinonimo di pazzia, di devianza, di reclusione o esclusione, generando non poca confusione di categorie e tipologie, e nelle conseguenze risposte politiche Ancora oggi il nesso tra povertà e malattia mentale è un pregiudizio difficile da superare in quanto la povertà è infiltrata da giudizio di valore,spesso in base alla più o meno capacità produttiva di un individuo Non essendo ben identificabili i SFD minacciano la tranquillità sociale e l’ordine costituito Si generano così, nuove emarginazioni e nuove tassonomie per definire la devianza e l’anormalità, il tutto solo per sorvegliare indirizzare controllare, punire. Dunque chi vive sulla strada deve sparire anche sulla toponomastica delle idee se non esiste “visibilità” non c’è alternativa ? Una sorta di Darwinismo sociale. S sei debole devi “sfumare svanire” è la legge della natura. Finchè il sole splenderà sulle sciagure umane, la pecora sarà mangiata dal lupo, rimane solo a chi sa e può il non farsi pecora W Pareto Dunque non vengono negati solo i diritti ma anche l’esistenza stessa Di fatto non si “notano”, proprio perché purtroppo, la loro presenza è costante Una presenza che suscita nella gente sentimenti contraddittori, dal rifiuto totale, alla vera solidarietà, spesso senza essere capaci di riconoscere il fenomeno per un evento casuale e non naturale Una conseguenza lineare di uno sviluppo socioeconomico che pone al centro il suo il profitto,la ricchezza, a scapito della sicurezza sociale e della difesa delle garanzie minime, che rende i SFD: prodotti di scarto …in ogni caso tutti dovrebbero avere un luogo per farsi la barba con l’acqua ed il sapone |
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| … appunti del corso di pedagogia speciale Prof Medeghini Luoghi e non luoghi (M.Augè, 1992) Un luogo può definirsi come identitario, relazionale, storico. Qui si introducono i diversi percorsi che si effettuano, i discorsi che vi si tengono, il linguaggio che li caratterizza. Il non luogo è uno spazio che non può definirsi né identitario, né relazionale, né storico. Ne sono esempi le vie aeree, ferroviarie, autostradali, mezzi di trasporto, le stazioni ferroviarie, le catene alberghiere, i grandi spazi commerciali, le reti di comunicazione quali telefoni, internet… Luogo è uno spazio che può definirsi come identitario, relazionale, storico. Il non luogo è uno spazio che non può definirsi né identitario, né relazionale, né storico. Il problema dello spazio (Foucault, 1984) a. Medioevo: spazio di localizzazione, cioè insieme gerarchizzato di luoghi (luoghi sacri- profani, terrestri-celesti, urbani-rurali…). b. A partire dal XVII° secolo, la localizzazione viene sostituita dalla estensione. Le scoperte scientifiche e di Galileo costruiscono un concetto di spazio infinito ed infinitamente aperto. c. Oggi, l’estensione è sostituita dalla dislocazione definita dalle relazioni di prossimità tra punti o elementi. Il problema che si pone non riguarda solamente la possibilità di avere un posto per tutti, quanto di sapere quali siano le relazioni di prossimità. Si vive oggi all’interno di un insieme di relazioni che definiscono degli spazi irriducibili gli uni agli altri e assolutamente non sovrapponibili. (spazi di passaggio, spazi di sosta provvisoria, spazio di riposo..) La vita degli uomini infami (M. Foucault Vite destinate a sparire senza lasciare traccia se non minima, anch’essa non allo stato libero ma manipolata dall’imperativo potere : dare o togliere la parola descrivere decidere controllare la vita altrui veridizione o interdizione Foucault studia i vari meccanismi di rifiuto e di emarginazione esclusione di una società Le persona vanno aldilà delle categorie Come rompere il silenzio in cui sono state gettate le persone emarginate ? La normalità non è una rigida regola, ma una traccia che si trasforma. Foucault … critica il saper e potere medico, e la sua oggettività che cancella l’esperienza del vivente Robert Marphi antropologo colpito da un malattia tumorale scrive un libro the body silent dove parla di liminalità dei luoghi istituzionali. Esami dolorosi invasivi radiazioni cobalto intervento chirurgico, tempi scanditi dalla routine ospedaliera. Sentimenti ambivalenti: illusioni delusioni. Colpevolizzato responsabile per la malattia, come una specie di gogna. Se l’è cercata è il commento dell’opinione pubblica che cerca così di esorcizzare la malattia, un po’ come fischiettare nel buio per paura . Si “incolpano” le vittime anche per altri valori di riferimento . Solo il duro lavoro porta al successo chi non ce la fa non ci ha provato o è un fannullone. Per Ryan questa non è pigrizia ma genocidio economico Lo spazio antropologico (Merleau-Ponty) La sovrabbondanza spaziale pone dei problemi soprattutto in termini di identità, fra spazio geometrico : inteso fisicamente spazio antropologico : inteso come spazio esistenziale, luogo di una esperienza di relazione con il mondo in rapporto ad un ambiente. “En passant”(J.Luc Nancy, 2002)
“…L’uomo abita en passant: non come un viaggiatore imbarcato per un altro mondo, ma come un passante frettoloso o un flaneur indaffarato o sfaccendato che passa costeggiando altri passanti, così vicini e così lontani, familiarmente strani, le cui soste sono solo provvisorie: nel mezzo del traffico, degli acquisti, dei trasporti, dei tragitti, delle porte continuamente aperte e chiuse su dimore appartate e tuttavia ancora invase dal brusio della strada, dai rumori e dalle polveri di un mondo che, tutt’intero,passa..”
L’istituzione negata (F.Basaglia, 1968, 1979) “…l’analisi di un’istituzione totale dimostra quanto paga chi si trova costretto a pagare, per dare agli altri la possibilità di vivere nella “norma” e nel “benessere”…” “…la cosa non affatto semplice , perché l’oppresso non ha voce, e trovare il codice della non-voce è molto difficile…”
I luoghi totali(E.Goffman, 1961) Caratteristiche: 1. tutti gli aspetti della vita si svolgono nello stesso luogo e sotto la stessa unica autorità; 2. ogni fase delle attività giornaliere si svolge a contatto con un enorme gruppo di persone, trattate tutte allo stesso modo e tutte obbligate a fare le medesime cose; 3. le diverse fasi delle attività giornaliere sono rigorosamente schedate secondo un ritmo prestabilito, governate da un sistema di regole formali esplicite e da un corpo di addetti alla loro esecuzione; 4. le varie attività sono organizzate secondo un unico piano razionale. Goffman critica le istituzioni che possono essere marginali quando sono totalitaria anche negli spazi : inglobanti senza scambio esterno Il modo in cui la società situa e tratta il disabile non è indipendente dal modo in cui costruisce vincoli o li dissolve
….ci sono perciò abilità sociali anche nella malattia. Il cattivo paziente è quello che non segue gli ordini (rappresentazioni socialiGodfam) …ciò che si perde in ospedale non è la vita, ma la libera scelta, anche per l’assistenza medica, richiedono passività completa …l’istituzione totale implica conformità sottomissione = estingue l’identità precedente taglio capelli, numero come identificazione. Distanza e indifferenza emotiva = caso clinico piuttosto che persona Per Goffman tutti gli esclusi sono marginali perché devianti delle norme sociali, ma nessuno ha fatto nulla per scegliere di essere nero o donna , tetraplegico o aitante europeo o africano Per Simmel = la povertà non consiste nell’essere senza risorse ma nell’essere assistito Ricevono assistenza a patto che se ne stiano al loro posto L’assistenza è una forma di esclusione, per i socialmente inutili viene tolta ogni dignità ogni responsabilità in cambio di una sottomissione totale… la cittadinanza non deve essere stabilita in base alla utilità lavorativa (oliver) La marginalità è un stile di vita che non si accorda con le norme prestabilite. Un esempio è il conflitto generazionale tra figli e genitori? Conflitto di valori, le persone disabili che non possono seguire tali norme? Sono come i barboni le puttane? La riabilitazione cerca unicamente di ridurre la devianza in norma , e pretende di eliminare qualsiasi differenza
Nei casi di grave stress, il nostro io si smembra, scorporati le persone vivono solo il presente. Quando il pericolo è immediato ci si rifugia nelle droghe o in un rapporto magico che cura l’ordine del mondo in una visione mistica l’ordine sociale è in buona parte un ordine mentale e tutti i disturbi della società implicano perturbamento mentale e viceversa La predicazione di un ordine è necessario per le creature intelligenti, se non altro per trovare significati. La civilizzazione è un meccanismo prodigioso per la sopravvivenza dell’universo, ma produce entropia ed inerzia. Come dice Levi Strauss per comprendere meglio questo processo di integrazione di forme più o meno evolute ..più che uno studio antropologico serve uno studio... entropologico |
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| I non luoghi Non tutti i diversi sono uguali La categoria dei barboni dunque non esiste Esistono tante persone che hanno storie diverse bisogni diversi e che richiedono soluzioni diverse Le macro risposte sono spersonalizzanti e ghettizanti e deprimono le potenzialità. Come la logica del dormitorio, alla persona si chiede di non fare nulla: solo dormire. Queste risposte di urgenza catturano la persona in una trappola senza uscita in un abito (vedi oltre) Lo sventurato per abitudine andrà a mangiare alla mensa dei poveri, vivrà la strada, sempre a contatto con queste realtà di emarginazione, rischia di diventare pure lui un tossicodipendente oppure un alcolista ecco perchè il fenomeno è in aumento Vivere in the rood cambia la vista sul mondo, si ha un angolazione diversa, si trasformano le prospettive, e muta la percezione della realtà, un po’ come essere sempre sotto i riflettori di un grande fratello. Si è sempre sul fronte sulla terra di nessuno. Luoghi fuori dal comune, liminali, confine tra il comune e l’insolito, tra il noto e l’ignoto; interstizi fatti di boulevard, ponti, marciapiedi e panchine Luoghi che colpiscono il nostro immaginario come appunto il classico ponte….. ma unisce o divide? La strada è infinita ma non c’è posto per tutti, tutte palle la solidarietà tra i poveri, c’è sempre comunque un posto migliore dove andare. Tutti cercano il luogo più adatto, ma spesso il loro giaciglio, il loro tappeto è fatto di preservativi, siringhe cartacce e bottiglie di birra. Tutti occupano spazi e trasformano l’ambiente naturale spesso lottando contro natura,ma non ci sono più ambienti naturali, e l’ambiente stesso adatta e manipola il fisico dell’emarginato già di per se martoriato |
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· Vedere come le persone in un contesto di emarginazione si relazionano con gli operatori
Diverse sono le modalità di relazione, come del resto diversi sono i loro bisogni da soddisfare. In prevalenza le persone senza fissa dimora cercano innanzi tutto di soddisfare i loro bisogni primari, chiedendo cibo e vestiario, alcuni tossici spesso anche se inutilmente, in modo opprimente ti supplicano monetine per il “bolo”. Alcuni pretendono che gli sia garantita l’assistenza, ma i più sono gentili e riconoscenti per il servizio ricevuto Ogni persona SFD ha il suo operatore o volontario “preferito” di riferimento, con il quale si confida e si relaziona meglio. Lo stesso operatore, senza fare delle preferenze o favoritismi, instaura un rapporto particolareggiato e personale e cerca nel suo possibile di soddisfare le sue necessità. Oltre il cibo, le sollecitazioni più richieste sono quelle di avere un alloggio per la notte o una possibilità di occupazione, non ultimo espresso in diversi modi, il bisogno anche di un solo semplice ascolto. I SFD sono molto attenti al ruolo e alla professione delle persone che gli si accostano, ma è difficile delimitare la distanza e le diversità che esistono tra chi osserva e l’osservato. Con dovuto distacco, bisogna infatti imparare a comunicare con nuovi codici non sempre fatti di parole magari fraintese. La mia stessa presenza di tirocinante creava un poco di turbamento, essendo la mia una figura insolita per loro, e causava un riverito e reciproco timore. Una paura non fisica ma relazionale; paura del confronto, nella reciproca precarietà con l’altro diverso. Quando si sentono a loro agio i SFD si dilettano a narrare. I loro racconti però spesso si ripetono. Parlano perlopiù del passato e sono sempre alla ricerca di giustificazioni per ciò che un tempo erano : …ero un padre felice…avevo una famiglia…avevo un buon lavoro…ero benestante con diverse attività ….poi un niente e tutto è decaduto….. sovente proiettano sul fato, al destino,o al caso i loro fallimenti Si nota in loro un estraniamento ossessivo della realtà, come un meccanismo di difesa, evocano progetti come se fossero realizzabili a breve, con proponimenti che decadono nel giro di un amen Il tempo con l’operatore in attento ascolto, ha un'altra dimensione, le persone SFD lo vivono serenamente e sanno dilatarlo all’infinito. In questi momenti sembra che si diventi veramente padroni del tempo, e si percepisce un senso di vera libertà. Raccontava Gigi: Certe cose non si misurano col tempo ma con i sentimenti Altre persone SFD invece, vivono il tempo come un vero e proprio senso di angoscia. Non hanno mai tempo, sono sempre impegnate (?) , hanno diverse cose da fare, poi chiusi nella loro solitudine, li vedi trascinarsi da un luogo all’altro senza una meta Spesso confidano agli operatori che non possono accettare un lavoro* fisso perché senza una dimora per riposare ,non sarebbero in grado di mantenerlo. *Racconta Luca : Se mangi in mensa, poi per giorni ti passa l’appetito….spesso ti offrono cibo scaduto. Poi ti dicono :…Vai a lavorare …ma come faccio a reggermi in piedi se non mangio? Difficile lavorare e mantenere impegni se spesso hai febbre alta e la cirrosi che ti rode il fegato Anche la loro percezione dello spazio cambia e si trasforma, purtroppo spesso in base alla dose più o meno forte di alcol o droghe che hanno in vena. In base alle dosi, o al semplice orario (alla sera sono più loquaci) con gli operatori lamentano pure i loro non luoghi e criticano la loro assistenza, perchè potenziale concentramento e reclusione di luoghi separati. Oppure li criticano per il semplice fatto, che ricevono solo lo stretto necessario, non per carenza di fondi, ma per una loro politica precisa, che garantisce solo il minimo di sopravvivenza, in modo di scoraggiare la vita parassitaria dei senza fissa dimora Sovente ripetono : I sudditi che si governano meglio sono quelli insicuri e timorosi del nulla. Noi falliti siamo qui in bella mostra, come monito per chi non segue a puntino le regole del vivere sociale Sono comunque sempre riconoscenti agli operatori, ma criticano le diverse istituzioni. Molti dei SFD considerano le grandi strutture pubbliche, come la scuola, gli ospedali, il carcere ecc. istituzioni con la stessa funzione, ossia: escludere e spogliare le persone della propria identità. Confidano: Non solo è aberrante il vivere in strada, ma pure i rimedi spesso non sono migliori, perchè la povertà per molti è un business Lamentano la mancanza dell’assistenza sanitaria primaria. Se non sei moribondo, gli ospedali non ti ricoverano, i nosocomi affermano che non hanno una funzione di dormitorio, mentre e i dormitori stessi dichiarano di non esser ospedali. I malati di aids solitamente vengono ricoverati insieme ad altri terminali, già immuni e depressi, sono così incitati indirettamente all’autoesclusione o al suicidio. Considerano alcuni dormitori dei veri lager, dove si trovano ammassate persone di diversa provenienza, e incontri ragazzini che convivono tra adulti eroinomani o delinquenti che impongono la legge del più forte La condizione di povertà non crea legami di solidarietà, al contrario produce effetti violenti che vanno sotto il nome di guerra tra poveri. Racconta Francesco: La solidarietà tra barboni è una cazzata. Siamo dei randagi, siamo come cani, scappiamo da tutto e da tutti, a partire da noi stessi. Tanta gente un po’ per il freddo, un pò per tristezza cercano consolazione nel bere, poi diventa abitudine e senza accorgerti diventi un alcolista…. e nemmeno ti consola il senso di appartenenza Molte persone SFD rivelano agli operatori di essere razzisti e sostengono la politica contro ogni tolleranza verso agli stranieri Racconta Sergio: Oggi è veramente difficile essere poveri c’è troppa concorrenza perfino nel chiedere la questua, anche presso i semafori è pieno d’immigrati. Gli stranieri poi sono avvantaggiati rispetto a noi, perché sono abituati a sopravvivere. Sono un gruppo che condivide un obiettivo comune in un paese sconosciuto, e questo aumenta notevolmente le loro possibilità di integrazione Mario invece afferma : … per gli stranieri è più facile integrarsi perché si sottomettono a tutto. Vanno alla mensa parrocchiale, assistono alla messa, fanno qualche lavoretto e tutto si sistema. Continua Mario : …i sociologi e gli assistenti hanno sostituito il clero e cercano di obbligare la gente a vivere come dicono loro. Per entrare in certe comunità serve una trafila burocratica e diverse “raccomandazioni” Poi ci sono i psicologi che voglio sapere il perché, il come, il quando e il cosa e ti….spogliano di tutto….o dentro o fuori Molte persona SFD hanno una buona preparazione culturale, leggono quotidianamente giornali e alcuni di loro perfino libri. Apolodi parlano diverse lingue. Discutono calorosamente con gli operatori di politica, sul buon governo, e sulle diverse problematiche sociali più attuali Purtroppo per alcuni vi è una discrepanza tra quello che affermano e quello che vivono. Fanno grandi discorsi da statisti ma poi si contraddicono nei fatti. Parlano di democrazia e tolleranza e poi sono i primi razzisti verso gli stranieri Rivendicano una pulizia etnica (?) ma poi nemmeno puliscono il loro esile giaciglio. Dormire tra topi non lavarsi da settimane non aver nulla da fare per giorni,non è il massimo della vita ed ha poco d’intellettuale La puzza a volte è insopportabile, specie quando piove e le loro poche cose ammassate marciscono. Un tasso di inquinamento elevato, sia acustico che ambientale, rumore, molestie varie, e le temperature calde, impediscono ai SFD il sonno, innescando un adesione completa alla loro realtà di emarginazione, e un atroce senso di impotenza. Una quantità di sonno insufficiente può provocare irritabilità e riduzione dell’attenzione. In periodi prolungati di mancanza di sonno si è incapaci di concentrazione, si possono generare allucinazioni e in alcuni casi paranoie. Si è presenti e vigili fino al delirio che i SFD possono raggiunge anche con l’assunzione di cocaina benzedrina anfetamina. La mancanza di igiene, la carenza alimentare, e l’alcol fanno il resto. I denti marciscono, con difficoltà nel deglutire il cibo, si ha così un invecchiamento precoce degli organi e della psiche I tossicodipendenti non riescono a dosare niente nemmeno la felicità Un giorno a mille, un altro non ti guardano nemmeno . Ecco perché gli operatori raccomandano cautela nel giudicare. I più miserabili accumulano ai rifiuti, pure i loro residui organici: feci, vomito, pozzanghere d’urina che a volte espletano in bella mostra. Gli operatori cercano di rimediare, facendo anche un lavoro di mediazione con i residenti che vivono vicino ai loro bivacchi e che si lamentano in verità ….fin troppo garbatamente: loro hanno i loro diritti ma anche noi i nostri Sorprende il distacco di alcuni operatori di fronte ad un rifiuto di assistenza; per loro è sempre una scelta da rispettare, anche se all’apparenza può significare sopravvivenza. Sorprende dei SFD, i loro attaccamento alla vita e la paura della malattia ( forse solo per paura di soffrire) non si spiega altrimenti come possano resistere anni a una vita così di stenti. Sono indigenti ma a tanti suona il telefonino, sembra che si lascino morire e poi fanno del loro precario giaciglio una fissa dimora ( contraddizione di termini) Alcuni in una fabbrica parzialmente demolita avevano scelto la loro alcova, e si erano organizzati perfino con la luce elettrica ( vedi allegato: sfratto) In verità diverse sono pure le richieste dei SFD per avere cure mediche o il consulto per un eventuale ricovero. Gli operatori in questo caso,concordano con altri servizi, come ad esempio con gli operatori del SerT che quotidianamente dal loro camper, garantiscono ai tossicodipendenti oltre a varie cure e informazioni, la terapia di metadone per disintossicarsi dall’eroina Intanto le nostre città sempre più rinchiuse si trasformano in una prigione a cielo aperto. e una moltitudine di individui apprendono a vivere senza parte ne arte senza vie di scampo e…. senza scelta Per gli operatori avanzano nuovi profili di rischio di forte emarginazione, non tanto per la carenza di risorse materiali quanto alla debolezza del tessuto relazionale, per la perdita di autonomia psicofisica, isolamento sociale, o di uno stato prolungato di instabilità ed incertezza sul proprio futuro Dice Anita : …la solitudine a volte può essere una buona cura, ma se presa a dosi eccessive diventa una malattia Per gli operatori del servizio Esodo l’importante è prendere coscienza del problema, nel frattempo basta a volte una semplice presenza contemplativa Nelle piccole cose, fargli comprendere che ci siamo, e che loro sono persone e non un numero di scheda, un caso o un abbrev.: SFD.A volte basta un sorriso, una parola,un semplice..gesto o.. grafia |
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| CERCO CASA “Cerco casa” è lo slogan dei centri ricreativi estivi della Diocesi. I bambini del CRE di Petosino , e con loro i miei figli, vivono e scoprono ogni giorno questa bella favola russa che assomiglia tanto alla realtà. Noi ci siamo troppo abituati a vivere in una casa e ci sembra inconcepibile il fatto che qualcuno nasca e viva senza. Non si può vivere senza un riparo, un punto fisso di riferimento, una casa appunto. La casa è l’espressione più concreta e visibile del bisogno per l’uomo di mettere radici, esprimere la propria identità di sapere dove tornare la sera, abitare vuol dire, appartenere a questo mondo. La casa è il tentativo mai finito dell’uomo nel cercare di addomesticare lo spazio in cui ritrova, il suo piccolo mondo. Ecco perché essa deve diventare segno di promessa che tutti abbiano una casa, cioè che il mondo sia ospitale per tutti, e che nessuno possa star fuori di casa. Proprio, visitando Calcutta mi sono reso conto che non avere casa, significa non appartenere al mondo, non essere per niente considerati nemmeno per l’anagrafe. Semplici cartoni o addirittura nessun ausilio riparatore ne sopra ne sotto il proprio corpo, vuoto spesso è anche nello stomaco. Purtroppo, basta guardare non troppo lontano, per accorgersi che il diritto di ogni uomo ad avere una abitazione viene spesso violato, negato da situazioni di emarginazione, guerra ,povertà, persecuzioni….. sfratti. La casa segna la convivenza tra gli uomini stare sotto lo stesso tetto, condividere educare i propri figli, dormire e mangiare insieme, sostenersi gli uni gli altri correggersi aiutarsi è tutto ciò che una famiglia dovrebbe cercare di fare. La casa suggerisce il bisogno di stare si con i propri cari, ma anche di scoprire insieme la necessità di aprire la porta per andare incontro all’altro. Ecco che la casa diviene anche un segno di promessa che dobbiamo al mondo. La casa, non solo come protezione ma soprattutto come accoglienza. Senza dimenticare che, come tutti i beni materiali anche tutte le case devono essere provvisorie, segno del nostro “passare” nel mondo. L’uomo ha bisogno di radici di stabilità, di terra, ma ha anche bisogno di cielo, di radici di spiritualità : “Non di solo pane vive l’uomo”. Come non ricordare Ulisse il grande eroe che parte da Itaca e torna a Itaca: il suo lungo girovagare finisce dove è iniziato e la scoperta del mondo intero, non vale la sicurezza del nido ritrovato. Quando Ulisse torna a casa ritrova i suoi affetti i suoi averi, il suo letto piantato su di un ulivo incorporato nella casa stessa. Niente è più efficace per far capire il senso del radicamento. “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” Di fronte al radicamento di Ulisse, sta lo sradicamento rivoluzionario di Gesù. L’unica vera sicurezza dell’uomo non viene dalla casa, che ha costruito, ma dalla consapevolezza del nostro breve cammino e nel significato che gli si da, nel seguire la propria fede. In fondo non disponiamo di certezze definibili verso cui tornare, e non basta correre, come fa spesso l’uomo moderno, senza sapere dove andare. Mia nonna Angela mi ripeteva spesso :… benedetta è l’umiltà… siamo qui tutti in affitto Forse non serve viaggiare in capo al mondo basta scendere nella “grotta”, e li non fare niente di speciale, inginocchiarsi e………………in devoto e dovuto silenzio…….. ascoltare……. |
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L’accademico afferma che non ha senso osservare senza saper comunicare ciò che si è osservato, ma non è per niente facile riferire ciò che si è visto in così poco tempo, e in un contesto così tanto delicato. Il mio tirocinio inoltre è stato abbastanza anomalo, perché concentrato in soli due mesi, tra l’altro quelli estivi, il periodo delle ferie, con carenza del già ridotto personale di servizio; facile dunque farsi un idea sbagliata del nuovo contesto conosciuto. Di certo è che le persone senza fissa dimora non vanno in vacanza, ed è pure vero che è bastata una sola giornata di pioggia intensa, per ribaltare tutti i miei già esili concetti sul loro vivere….in the rood La stessa stagione estiva comunque non è immune ad effetti collaterali, come il caldo afoso che toglie appetito, indebolisce il fisico, incentiva il consumo di alcol che vaso dilata il cuore e buca il cervello Inoltre non vi è comunque documento o filmato che possa descrivere dettagliatamente il lezzo di piscio, il tanfo di una abito sporco da giorni, la puzza di marcio del giaciglio bagnato, il fetore di una ferita in cancrena, o l’esalazione di un anima dannata Un poco con baldanza all’inizio avevo deciso di fare una raccolta di storie vissute di persone senza fissa dimora, poi grazie all’esperienza e alle indicazioni della mia tutor Granelli ho optato per altri obbiettivi. Il suo consiglio è stato oro. La realtà dei SFD è troppo delicata bisogna entrarci con umiltà in punta di piedi Mi confidava Anna volontaria : Io non sono indignata per quelli che ci muoiono in strada, ma per quelli che sono costretti a viverci Mai come in questa occasione ho compreso il vero significato dell’ Epokè : sospensione del giudizio Ho imparato ad imparare l’arte difficile del semplice ascolto Farmi una cultura dell’ascolto, dare non solo attenzione ma lasciar parlare, lasciar narrare. Fin da bambini è innato in tutti gli esseri umani la necessità di raccontarsi Fin dagli albori in ogni comunità, c’è la necessità del culto, del rito, della rappresentazione che si fa mito leggenda e storia…. ma è la vita che imita la storia o la storia che imita la vita? L’importanza del sapersi raccontare Quando un barbone racconta diventa il sociologo della propria vita. Attraverso il racconto della propria vita costruisce e riproduce un tempo e un spazio attraverso i quali egli ha sempre una presenza mitica. Per questo non è importante la verità dei fatti ma le funzioni a cui assolvono nell’immaginario simbolico di questi uomini. Nessuna fabulazione è gratuita ma è sempre rivelatrice di significati e di immagini 1 Ci sono modalità diverse per esprimersi Molti tossicodipendenti parlano e raccontano il loro vissuto con i tatuaggi, ma non bisogna farsi facili preconcetti perché come tutti i segni, possono aver un diverso significato Perfino la sporcizia può diventare un modo di comunicare e può significare : una maschera, una protezione, o una creazione dei limiti tra il se il mondo. In verità non basta un enciclopedia intera per descrivere anche solo una loro breve biografia Se dovessi raccontare in poche parole la mia esperienza di tirocinio direi Oltre e Altro e Abito Andare Oltre il pregiudizio. In apparenza infatti le uniche storie comuni dei SFD sono l’esperienza diretta con la tigna, le pulci, i pidocchi, la scabbia, i funghi, le zecche, gli ossiuri e i vermi intestinali. Riconoscere e considerare l’Altro che mi contraddistingue e mi identifica Rivalutare l’importanza del proprio abito, abitare come abito Habeo = significa avere senso di abitudine, nei luoghi, costumi e abiti mentali nell’auto rappresentazione del proprio spazio, come gestione del sé Tutti abbiamo bisogno di radici di abiti altrimenti siamo come foglie al vento Per le persone emarginate il carattere permanete del provvisorio è una contraddizione in termini, un corto circuito logico culturale, ciò che doveva essere provvisorio e passeggero si è rivalso costante, come appunto la condizione di senza fissa dimora. Per molti anni si rimane nello stesso luogo per bisogno di stabilità e identità anche nella precarietà estrema. Stabilità che può essere: un bar, un luogo pubblico o un semplice camper. Per questo è importante il servizio Esodo, per condividere un abito che ripari i SFD dalla fame, dal freddo, dagli sguardi indiscreti; un “abito” dove proteggersi e riappropriarsi dei propri affetti, del proprio corpo.. di se stessi Questo mio lavoro magari verrà criticato o servirà come esempio per come non si fa una relazione, ma non importa quel che conta, come per il servizio Esodo è l’esserci è il partecipare, ognuno con le proprie…. diverse abilità del resto poi, è risaputo che…. Poca favilla gran fiamma feconda (Dante) Oggi più che mai siamo di fronte a molti interrogati etici. Sembra che non esistano verità assolute. Dice Protagora:“L'uomo è la misura di tutte le cose"… ma è lo stesso uomo che ha generato macchine di morte mai viste prima. Sembra incomprensibile che un Dio onnipotente sia anche così infinitamente misericordioso. Se Dio è bene perché il male? Se Dio è buono perché tace di fronte alla strage di Beslan ? Perché tace di fronte al pianto di un “Barbone”? Forse tace perché nauseato dal nostro agire o forse perché come dice Simone Weil: “Dio entra nel mondo non con la sua potenza ma come mendicante elemosinando amore” Mia nonna benchè semianalfabeta era una persona intelligentissima e saggia, spesso mi diceva : Siamo qui tutti in affitto per questo bisogna saperli amministrare bene i nostri talenti. Nella vita ultraterrena si portiamo appresso solo la memoria e il bene del buon …seminato |
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Racconti di vita “A proposito di questo libro ho promesso a me stesso di non dire nulla “ da “Lsot for word “di Maurice Blanchot |
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Black |
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| Gigi Killer | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Dott.Prof.Piero Barba |
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| Maurino |
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Mirco
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Roby |
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Guru
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| Edy |
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APPENDICE |
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| BIBLIOGRAFIA
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| CINEMATOGRAFIA
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GLOSSARIO Sgamare : farsi beccare Mangiare un pollo : fumare un spinello Bruscare : sciogliere il giunto Giunto : fumo Spada = siringa Sbingare = tirare su col naso Mista = tabacco + fumo |
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Indice
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